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Questa nuova ultima raccolta di Michela Tropea nella collezione Nuovapoesia è un viaggio trasversale tra le diverse sfaccettature di un'umanità sempre oscillante tra introspezione, comunicazione, immagine, grandezze e piccolezze di un quotidiano anche scomodo ed esaltante, con un occhio di riguardo all'arte della figura e della forma, fra pennellate d'ironia, satira, tragedia e gioia di un amore per la vita espresso o soffocato, in una visione dissacrante che trova le radici nel disincanto e nella magia della sua terra natia. L'autrice ci prende per mano, sottovoce o con rabbia, scherza, sgrida, poetizza, racconta, dipinge, scolpisce. Se cercherete un tema comune, una chiave di lettura, un filo conduttore, non li troverete, se pensate di trovarci delle risposte vi accorgerete che la mente vi suggerirà solo domande, ma in questa sapiente fusione di immagini, fatti, parole e espressioni di realtà, fantasia e creazione, troverete certamente in ogni pagina un poco di voi, fra personaggi e episodi raccontati come a un amico, o un figlio, senza mezzi termini davanti a un focolare o una spiaggia, nel loro eterno dilemma tra essere, avere e sognare.

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La solitudine della cicala

Pagina dell'autrice

Michela Tropea

 

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https://www.youcanprint.it/nudo-di-poeta/b/c5cc9664-27ab-5059-ac75-f6633b9e5f42?

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Con "Nudo di Poeta" si chiude il biennium terribilis di Cristiano Sias, che ha visto la pubblicazione di poesie nel cassetto, un poema epico, un romanzo "quasi omonimo" e lo studio storico-letterario bilingue su Nostradamus.


La poesia di Cristiano Sias ci sorprende sempre: dall'espressionismo istantaneo e la protesta a questa sorta di "nudismo poetico", non del corpo ma dello spirito, chi credeva di conoscerlo può trovarsi spiazzato nell'alternanza di versi liberi, rime in metrica e temi contrapposti, in un miscuglio di immagini che ricorda la confusione contaminata e contaminante del quotidiano.
La presa di posizione contro certe posizioni "letterarie", in cui abbonda e ridonda l'aggettivo "molto", nell'indifferenza della normalità essenziale, è però netta:
"In corrispondenza della voce Poesia leggo su Wikipedia che Il concetto di poesia oggi è molto diverso da quello dei modelli letterari; molta della poesia italiana contemporanea non rientra nelle forme e nella tradizione, e il consumo letterario è molto più orientato al romanzo e in generale alla prosa, spostando la poesia verso una posizione secondariaTrovo questa affermazione - che è più adatta a un post da social che a un serio sito enciclopedico, il quale dovrebbe evitare di mischiare arte e consumismo - estremamente vergognosa, oltre che offensiva. Sarebbe come dire, indipendentemente dal valore intrinseco, che una perla è in una posizione secondaria rispetto alla bigiotteria, perché gli adolescenti acquistano prevalentemente la seconda rispetto alla prima e sempre meno persone sono in grado di riconoscere una vera nella moltitudine di perle artificiali o d'allevamento. È certo peraltro che il giro d'affari del settore moda e accessori sia più pubblicizzato e superiore rispetto a quello delle perle.
Tutto questo è sciocco, e indicativo della società in cui viviamo, in cui ogni cosa diventa un bene di consumo, con l'ignoranza critica e culturale giunta a livelli mai così bassi. È quello che l’etica deviata di sistema cerca inutilmente di imporci, finendo regolarmente vittima di se stessa. Non si può vivere in un mondo di alberi senza foglie, mari piatti, montagne senza cime. Il tempo, sia in un secondo, sia in mille anni, non smetterà mai di insegnarci che l’uomo ha bisogno di riferimenti e comunicazione, non di venditori, imbonitori, padroni o tutori.
E anche se in troppi l’hanno offesa e tradita, umiliata e relegata in un angolo, la Poesia non sarà mai in una posizione secondaria. (C.Sias)".

Folklore sardo. Gruppo Folk San Paolo di Monti

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Il Guardiano delle Parole cammina in una strada bianca e silenziosa. Così angusta e distesa sui colli, si offre serena al sole del mattino. La discesa è ruvida e discreta, impennandosi un poco e scomparendo più avanti in un bosco scuro, turbata appena da pani di pietra gialla e ciuffi d'erba talmente verdi da sembrare finti. I suoi passi non fanno rumore.

(fonte:web)
 
"Li chiamavano  “Net-Writers”, quelli che “non avevano bisogno di decantare con enfasi i loro scritti perché la musica era già nelle loro parole”.Erano i pionieri di  una forma di comunicazione artistica, che si riconobbe passaggio obbligato ed  elite di un modo di interpretare  la cultura che raccoglieva le nuove pulsioni della società,  convogliate poi nei social network, meritevoli  e colpevoli insieme di averle messe in risalto, ma anche in un certo senso addomesticate, assopite, soffocando tutti i tentativi di iniziativa individuale in un miscuglio confuso e provocando di fatto la fine di centinaia di siti a tema che pure avevano tenuto  alta nel mondo la bandiera del web di qualità, affermandosi  anche in Italia in ambiti dove queste necessità non erano stimolate né sostenute."

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Antonio Balia ha commentato Sulla strada, lentamente
A michela piace il commento su Tempo sospeso
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