E' la musica che certe anime hanno dentro, che invece di spartiti riempono pagine su pagine, parole che vengono giù come fonte dalla roccia, da un pertugio zampilla acqua fresca e pura.
La musicalità è forse una nostalgia che ha preso in affitto il monolocale sito in mezzo al traffico tra il diaframma ed il corso parallelo al cuore. Non si possono spiegare certe parole da dove provengano con quel suono dolce di rima baciata o verso libero, libero sì come il vento.
Vengono giù inarrestabili ragazzini in corsa dietro ad una palla, da recuperare in un campo battuto e scosceso, le loro bocche larghe in affanno e risate e le ginocchia sbucciate dalle innumerevoli cadute.
Gli occhi infiammati dalle lacrime trattenute per orgoglio, mai vinti, questi sono gli artisti, hanno figli sparsi per il mondo amati il lasso di tempo di giungere al punto finale della pagina dei ringraziamenti e allora ancora quella malinconia provata per il tempo speso a forgiare, a vegliare nelle notti per incastrare un'immagine vincente per il colpo di scena finale.
Vengono giù le parole, quando non sono lacrime, quando le labbra non si chiudono in quella serenità attesa perchè tutto sembrava andare troppo di fretta sulle camicie bianche fresche di bucato.
Quando cade e si rompe la sintonia e quella spicciola filosofia non basta a consolare: entra in scena il silenzio.
Ma una voce sempre resta a cantar di quella vita innamorata della musica e della poesia
Daniela Sulas
Daniela
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