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Scritto da michela. Pubblicato in Prosa il 22 Set 2022.
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....per sorridere un po'

 

AL SUPERMERCATO (un anno fa circa) – ore 10,30 del mattino

Siamo in lock down , zona rossa, tutti muniti di mascherina che non sempre copre il naso (come si fa a non far appannare gli occhiali?), sguardi tristi e silenzio, si ode solo il fruscio della merce che scorre sul banco e la cassa che conteggia inesorabilmente la merce acquistata.

Lo “stare a casa” in quel periodo ci ha abituati tristemente a non scambiare quattro chiacchiere, a non udire sonore risate, a non spettegolare  .

Ma, grazie a Dio, la sicilianità prima o poi viene fuori e il silenzio, all’improvviso,  viene squarciato da una risata generale, quelle sane risate che ti aprono il cuore e che fanno pensare che tutto finirà bene.

Due signore, in attesa nella fila abbastanza lunga che conduce alla cassa, con i carrelli strapieni di merce (meglio mettersi al sicuro e far diventare casa propria un mini market, come se fossimo in tempo di guerra),  pur mantenendo le distanze di sicurezza (un metro e mezzo almeno, sic!), cominciano a scambiarsi battute e, per forza di cose, considerata la distanza, alzano il tono della loro voce catturando l’attenzione di chi sta loro attorno.

TIZIA: “  Mah, dobbiamo vedere come andrà a finire, proprio stamattina, ascoltando il telegiornale ho sentito che ci vogliono chiudere per un altro mese.

CAIA:  “ Ma quando mai, io me ne fotto, la spesa me la faccio tutti i giorni così cammino un po’. Ho una certa età e le mie gambe non possono stare ferme per troppo tempo.

TIZIA: “ se proprio lo volete sapere io mi sono sistemata, mi sono comprata un tappeto (tapis roulant), quello che fa camminare dentro casa.

A questo punto le due signore catturano l’attenzione delle altre signore messe in fila. Le distanze si accorciano e i carrelli cozzano uno contro l’altro.

SEMPRONIA: (Immaginandosi una specie di tappeto magico che oltre a farla camminare abbellisce l’ambiente casalingo).   “ ’Un tappeto che fa camminare? Che novità è questa? Raccontate dunque, raccontate, interessa anche a me.    

TIZIA : “Vero è che mi è costato un sacco di soldi, ma ne è valsa la pena. Quando mi alzo la mattina attacco la spina alla corrente elettrica, ci salgo sopra e mi faccio una bella camminata, le prime volte non è stato semplice, sono caduta,  ma, grazie a Dio non mi sono fatta male. E allora, vi dicevo, ci salgo sopra , lo metto a velocità bassa e comincio a camminare, nel frattempo, per non annoiarmi guardo la tv  così ho imparato tante ricette di cucina.

CAIA: “Ma vedi, vedi, l’ingegno umano , quasi quasi me lo faccio comprare da mio marito così spero di togliere qualche chilo in più che ho messo . Ma, mi dica una cosa, qualche ricetta buona me la potrebbe dare? Una ricetta dietetica che comprende le verdure?

SEMPRONIA: “Anche a me per favore, in cucina purtroppo non sono tanto esperta e mio marito non fa altro che lamentarsi”.

TIZIA: “Come no, ce l’avete un pezzettino di carta e una penna?”

A questo punto la signora Tizia  ha attirato l’attenzione di tutti, cassiera compresa che fornisce le signore di carta e penna. Si ferma la cassa, le distanze si accorciano, le mascherine si abbassano e il vocìo generale ridà vita a quell’ambiente.

TIZIA : “ Oggi vi faccio leccare i baffi! Vi do’  una ricetta che fa svegliare anche i morti;  quando preparo questa pietanza, i miei coinquilini mi bussano alla porta per capire cosa sto cucinando, il suo odore invitante si espande dappertutto, anche sulle scale.

CORO DI SIGNORE: ” Avanti forza, stiamo scrivendo! “.

TIZIA : “ La ricetta di oggi è…….broccoli affogati nel vino, una ricetta tipica siciliana. Gli ingredienti sono: broccoli viola siciliani, cacio cavallo dop stagionato ragusano , un bel pò di salsiccia con il peperoncino rosso, olive nere, acciughe salate, cipolle e tanto vino rosso”.

Gli occhi delle signore vanno ai loro carrelli per controllare cosa manca e all’improvviso si sparpagliano dentro il supermercato, non prima di aver raccomandato alla signora Tizia  di avere la pazienza di aspettarle. Comprano gli ingredienti e di corsa ritornano alla cassa.

A questo punto con meticolosità annotano tutto quanto. Intanto le distanze si sono accorciate, i carrelli vengono messi di lato e la piccola folla di curiosi si stringe sempre più. La cassa tace, in attesa di  riprendere il suo lavoro. Tanta confusione attira l’attenzione del proprietario del supermercato che , adirato perché non vengono rispettate le regole, alza il tono di voce.

PRORPIETARIO: “Che cos’è questo schifo? Non lo sapete che se entra qualcuno in divisa fa il verbale prima a me e poi anche a voi?”.

TIZIA: “ Signor Giovanni, non v’infuriate per piacere, sto spiegando una ricetta di cucina “.

PROPRIETARIO: “Una ricetta di cucina? Cosa sarebbe?”.

TIZIA: “Broccoli affogati nel vino”.

PROPRIETARIO: Guarda incuriosito il numeroso gruppo di donne attorno alla cassa , poi, anche lui, si arma di carta e penna e inizia a scrivere .

Finita di scrivere nei minimi particolari tutta la ricetta, la cassa ricomincia a lavorare le signore si rimettono in fila ,  ma, prima di rialzare la mascherina , scoppiano tutte in una risata contagiosa, ridono a più non posso, quasi che quella sana e sonora risata le liberasse momentaneamente dall’incubo del virus.

Ho atteso diverso tempo il mio turno alla cassa ma non avevo fretta, è stato veramente piacevole essere spettatrice e assistere a quella scena che si stava rappresentando nel teatro di tutti i giorni, un momento di sana normalità.

A proposito, la famosa ricetta siciliana dei “brocculi affucati ‘nto vinu “ (broccoli affogati nel vino), io la conosco da tempo e ascoltarla dalla voce della signora Tizia che si è persa , descrivendola nei minimi particolari , è stato come ascoltare una poesia in lingua siciliana.  

   

 

 

 

    


michela

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