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Scritto da michela. Pubblicato in Prosa il 22 Lug 2022.
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Dal mio libro di racconti "A PIEDI NUDI SULL'ACQUA"

                                                         E' TEMPO DI ELEZIONI

C’è uno strano fermento nell’aria, svolazzanti, come rondini in volo, diversi cittadini si apprestano ad aprire la campagna elettorale.

Già ! Come in tutti i paesi democratici, la massima espressione è la pluralità. Quest’anno, come non mai, detta pluralità è affollatissima. Decine di candidati  scendono in campo in una tenzone che li vede tutti vincitori in partenza. Una immensa goduria è vedere, tutte le mattine, il tuo vicino di casa, tuo cugino, tuo zio, il tuo dentista, il tuo medico, i colleghi di lavoro , il sacrestano, con le facce sorridenti attaccate su tutti i muri della città. Il senso di benessere che traspare da quei visi, garantisce che, chiunque andrà a sedersi nelle stanze dei bottoni, farà di tutto per rendere la città felice eliminando le tasse e assicurando il lavoro per tutti.

Cosa dire poi dei salti di gioia che ciascuno di noi fa quando, tutti i giorni, vede la cassetta della posta strapiena!  Il più felice di tutti , in tale situazione  è l’operatore ecologico che si diverte a raccogliere migliaia  di volantini fac-simili per  farne una collezione privata che poi, con tranquillità, guarderà comodamente seduto nel salotto buono di casa sua.

Come tutti gli autunni caldi che si rispettino, è tutto un fiorire di margherite, rose, ulivi, stelline , garofani, scudi crociati e quant’altro, sembra quasi di stare nel giardino più colorato del mondo. Giustamente i candidati ci tengono a farsi conoscere e, per questo motivo, irrompono nelle piazze per far conoscere alla gente il loro programma politico. 

L’informazione, rispettando al massimo la par-condicio è assicurata. Su tutte le emittenti nazionali e locali , si possono ascoltare i dibattiti dei candidati che illustrano i loro programmi, invitando, nel contempo, gli spettatori a recarsi alle urne.

In tempo di campagna elettorale si diventa tutti amici. Non è strano che, mentre tranquillamente passeggi per strada, all’improvviso ti vedi abbracciare e baciare da uno sconosciuto molto interessato al tuo stato di salute e premurosamente chiede notizie riguardanti la tua famiglia e che, infine, con molta classe, ti regala , prima di allontanarsi, una sua fotografia. Stai lì per mezz’ora a  pensare, rovisti nella tua mente cercando di ricordare chi è quella persona che ti ha fermato per strada e dove puoi averla conosciuta; alla fine ti arrendi, accusando te stesso di essere uno smemorato perché proprio non riesci a ricordare.

E’ da notare che, i muri a secco, vanto ed orgoglio  di tutta la cittadinanza, vengono accarezzati, in segno di rispetto, dalla colla spennellata  con pazienza dagli attacchini di turno. In molte masserie si aprono le scommesse: “chi ci sarà domani mattina a dare il buongiorno alle mucche?”. Ogni giorno la sorpresa di un nuovo volto.  La periferia, patrimonio culturale contadino, ricca di masserie laboriose, diventa tra le mete più frequentate dai candidati.  Finalmente il massaro si ritrova con un po’ di compagnia, qualcuno che, perdendo il suo tempo prezioso, ha voglia di scambiare quattro chiacchiere con lui, anzi, con estrema fiducia, il contadino, confida allo sconosciuto di turno, le sue antiche pene, sperando che finalmente la strada che porta alla sua masseria venga illuminata e il fondo stradale, ridotto ad un ammasso di pietre, venga asfaltato. Le richieste vengono ascoltate con molta attenzione da parte del candidato, il quale, rassicura, si farà carico personalmente di soddisfare le giuste richieste del lavoratore della campagna. Il massaro, tutto contento, invita il visitatore a trattenersi per gustare le delizie che vengono preparate da lui stesso e dalla moglie con tanto amore e fatica. Soddisfatto il candidato , con ancora il sapore in bocca del cacio cavalo, le olive schiacciate, il pane di casa e dei pomodori secchi, saluta il contadino facendogli mille complimenti , dicendogli, inoltre, che lo invidia tantissimo per la pace, la tranquillità e l’aria profumata che si respira in quel posto. Il massaro, guardando con lo sguardo pieno di rimprovero la moglie le dice: “Hai visto? Tu ti lamenti sempre perché non ti porto mai in città, provi invidia per le persone che hanno belle case moderne, hai sentito quel signore? Ci ritiene fortunati perché qui stiamo nel silenzio in compagnia dei nostri animali  godendoci il profumo di stalla che niente ha da invidiare all’aria carica di smog della città”: Continuando imperterrito , con aria di importanza prosegue con il suo discorso: “ Sai che ti dico ancora cara moglie? Da questo momento in poi non pulirò più la stalla , così, come ha detto quel signore che è appena andato via , il “profumo” si sentirà ancora più forte, ancora più aromatico”. La moglie , un tantino arrabbiata, risponde a tono: “Hei, cosa vorresti fare allora? Vorresti forse imbottigliare l’aria di questa masseria come se fosse profumo francese? Lo sai che ti dico? La prossima volta che viene qui un candidato gli rispondo male , vorrei vedere a lui trecentosessantacinque giorni l’anno infilato in questo cortile a cacciare mosche e a sentire il fetore della stalla. La vuoi sapere un’altra cosa? A votare non ci vado perché tanto per me,   nessuno fa mai nulla!”.

Intanto in città l’aria inizia a surriscaldarsi, adesso è tempo di comizi. Le alte personalità politiche dello Stato, a turno, si fanno vedere nelle piazze per sostenere il loro candidato locale, che, comunque, porterà acqua al loro  mulino. Queste sono le occasioni buone per scendere in piazza cercando di posteggiare la propria macchina il più vicino possibile al palco . In religioso silenzio ,  il pubblico ascolta ciò che il candidato, nella sua arringa finale,  ha da dire;  gli applausi di circostanza sono, alla fine,  calorosissimi.

La notte prima dell’apertura dei seggi conviene  farsi una sana passeggiata in città. Lo chiamano “manifesto selvaggio”; è una corsa a chi arriva per ultimo ad attaccare  l’ultimo manifesto  , con tanto di faccia sorridente, del candidato, così, nelle prime ore del mattino, gli spazi pubblicitari e non, hanno uno spessore di circa venti centimetri.

Finalmente puoi tornare a casa per riflettere, adesso sai definitivamente a chi dare il voto.

Sei contento! Contento di vivere in una nazione che dà la possibilità a tutti di poter partecipare, ogni cinque anni, alla festa tanto attesa che è la “DEMOCRAZIA”.


michela

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  • Un quadro tragicomico in cui l'elemento più evidente è il rinnovarsi della piccolezza dell'uomo. Chi dice "qui non si fa politica", è come dicesse "qui non si mangia, non si beve, né si respira o si va alla toilette". Mi tornano in mente i testi in cui il Nostradamus storico monarchico paragonava la repubblica a una donna di facili costumi già 500 anni fa. Purtroppo questa meretrice si ripropone ogni volta in una veste "democratica" succinta e sempre meno rispettosa dei suoi affezionati clienti e protettori stessi, anche se stavolta sembra più complicata di altre. In tutta la mia vita non ho mai assistito a una tale follia politica e respirato una simile aria di sommossa sociale o guerra civile, sotto i manifesti beati di coloro che deridono chi parla di guerra mondiale, come quei re e regine che nella loro illusione fantastica si avviavano verso un inesorabile percorso che li portava dritti alla ghigliottina, per loro e per la gente.

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