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Scritto da Gianfranco Pasanisi. Pubblicato in Prosa il 23 Feb 2017.
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Racconto per la caratterizzazione del protagonista: uomo effemminato

 

 

 

‹‹Signora Luisa, che taglio le faccio?››

Chiese, scodinzolante, con una vocina sottile, Roby il parrucchiere.

‹‹Veramente non saprei, mi consigli lei››

Rispose remissiva e fiduciosa la donna che sedeva sulla poltroncina lavoro dello Style air.

‹‹Le consiglierei un taglio estivo, corto, deciso e netto, facile da asciugare.››

 Le propose il parrucchiere, facendo sfarfallare con le dita i capelli cotonati della sua cliente.

‹‹Si, anche mio marito mi ha consigliato in tal senso. Sa, andiamo in vacanza al mare ed egli dice che i capelli corti sono molto più facili da sistemare senza stare lì ad asciugarli per un’ora. Quando si esce insieme, odia aspettarmi.››

‹‹Le farò una pettinatura di tendenza per una signora dalla grande personalità che non ha paura di osare. Sa, suo marito è un gran bell’uomo e deve saperlo sedurre… È fortunata ad avere un marito come il suo, un vero macho… Le farò un’acconciatura che si armonizzi col suo fisico di falsa magraVedrà, il suo affascinante consorte saprà apprezzare.››

La signora Luisa, a dirla tutta, più che una falsa magra era una grassona tutta pancia e ciccia ma, vedendosi riflessa nello specchio che era di fronte a lei, si vide molto meno pingue di quanto in realtà ella fosse.

Il giudizio espresso dal coiffeur aveva ingenerato in lei la convinzione di avere un fisico ancora attraente.

<< Teo, ti affido questa bella signora … Ti raccomando…Un bel taglio!››

Disse Roby rivolto al suo lavorante, portando tre dita raccolte alle labbra schioccanti a voler significare “al bacio”.

Poi, ancheggiando, si spostò verso la poltrona portacasco.

Lì c’era una ragazza che si sottoponeva al supplizio dell’asciugatura della lunga capigliatura.

‹‹Lei ha un bell’ovale e col suo viso quest’acconciatura le starà un bijou.››

Si complimentò il coiffeur pour dame guardando a distanza, con la testa reclinata sul lato, la propria opera d’arte così come fa un pittore con i suoi quadri, dopo le pennellate finali.

Parlando, portò l’indice e il pollice della mano destra sotto il mento, dimenandosi come una vezzosa cagnetta desiderosa di coccole.

Roby aveva nella gestualità una grazia tutta femminile che esprimeva con modi all’apparenza affettati ma che in realtà erano connaturati in lui.

Il modo di approcciarsi alle clienti era lezioso e disinvolto e solleticava la vanità femminile come una piuma leggera che accarezza l’epidermide.

Le signore che dal loro acconciatore si concedevano momenti di relax, trovavano in lui un valido ed informato interlocutore in materia di gossip.

Con lui spettegolavano svagate sulle ultime conquiste sentimentali delle star del cinema e della televisione, dei loro uomini, dei loro abiti.

Roby esprimeva il suo puntuale ed autorevole giudizio, or criticando or magnificando con lodevoli apprezzamenti i compagni delle dive.

Dotato di un notevole gusto estetico e di grande sensibilità, intratteneva le clienti amorevolmente entrando nella loro psicologia e interpretandola con acume e spontaneità.

Le signore affidavano a lui le proprie confidenze ed intimità.

Di esse egli sapeva tutto, quali fossero i rapporti con i rispettivi partner, quante volte si intrattenessero in amoroso consesso e quali fossero la qualità dei loro amplessi e le loro defaiances.

In sostanza, era una donna tra le donne.

Ora con la sua figura esile e delicata, si districava tra le poltrone e svolazzava come un uccellino innnamorato, facendo fluttuare i lunghi capelli che scostava dal viso con movenze effeminate.

‹‹La signorina è pronta… Puoi pettinarla.››

Disse, rivolto al suo alter ego.

Teo, sempre disponibile e servizievole al richiamo del titolare, si affrettò a dare esecuzione alle disposizioni ricevute.

Con passo di danza eseguì un ronde de jambe ed un tournant, poi, munitosi di pettine e spazzola, si portò verso la cliente che sedeva sulla poltrona portacasco.

Roby completò col suo estro artistico il taglio della signora Luisa.

Poi con una volée la liberò della mantellina.

Quando l’acconciatura fu completata, la grassona si portò alla cassa dove il parrucchiere compilò la ricevuta fiscale per un importo pari a centocinquanta Euro. Un po’ caro … Ma vuoi mettere?

La signora Luisa si specchiò per l’ennesima volta e si vide… una vamp.

Immaginò cosa le avrebbe detto il marito nel vederla così acconciata… Forse per i due sarebbe stata una serata speciale…Di quelle che non si dimenticano mai


Gianfranco Pasanisi

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