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Scritto da ester. Pubblicato in Prosa il 14 Feb 2017.
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Ovvero: “Come si rovina un fine settimana romantico…”

(Adatto giusto per San Valentino!)

 


È venerdì sera: eccoci finalmente arrivati in montagna, nella vecchia casa di famiglia, con le migliori intenzioni di goderci in pace questo nostro primo fine settimana insieme. 
- Il cancello lo apro io, ne conosco i difetti -

Una volta aperto anche l’ampio box, troviamo il luogo inagibile per la presenza dei calcinacci, lasciati dall’idraulico dopo il suo intervenuto sul soffitto per riparare gli scarichi del bagno al primo piano. Mi conforta sapere che almeno questo è funzionante! L’auto può anche restare fuori.

Accenderei volentieri la luce, ormai è buio, ma l’interruttore del contatore non è inserito: mi faccio largo con le mani fra le leggere ragnatele che inevitabilmente si formano in una casa di montagna rimasta a lungo disabitata ed arrivo alla porta che mette in comunicazione il box con l’appartamento. Nel piccolo ingresso c’è il quadro-comandi dell’impianto elettrico: inserisco finalmente la corrente. Anche ora, con la lampada accesa non si vede molto perché l’illuminazione è scarsa e mal distribuita. 

Quello che in estate non costituirebbe un problema, in dicembre potrebbe essere causa di grande irritazione da parte mia: la mancata accensione della caldaia! È un rischio concreto, visto che da due anni aspetto il tecnico per la manutenzione, ma non si è ancora fatto vivo. Sapremo presto se resteremo al freddo o no sempre scansando ragnatele, raggiungiamo il primo piano salendo dalla scala interna. Siamo stati fortunati: agendo sul termostato sento avviarsi il bruciatore e poi la ventola per mandare in circolo l’aria calda. 

Vedo il panico sul tuo volto, eppure il riscaldamento ora è assicurato. 
– Fa sempre questo baccano? Come si fa a dormire? -
- Io non ci faccio più caso, però ho sempre l’impressione di saltare in aria da un momento all’altro, perché il locale caldaia è proprio sotto la mia camera da letto… - 
Si vede che sei contrariato, ma pensi che non avrai bisogno di dormire molto e troverai altri modi per scaldarti… Non sai cosa ti aspetta!

- Dobbiamo tornare in garage per aprire il rubinetto generale dell’acqua: tranquillo, è appena stato riparato. Poi all’esterno sotto la scala, apriremo il contatore del gas, infilando le mani al buio nell’apposito armadietto. 
Fai pure tu, grazie, sai, a volte qualche piccolo scorpioncino… è già successo. -

Cominciamo a scaricare i bagagli dall’auto così nel risalire portiamo qualcosa: per pura curiosità contiamo quante volte saliamo le scale. Solo un piano, lo so, ma quando avremo portato di sopra la cesta delle provviste, il cestello delle bottiglie d’acqua, più vino e Coca Cola, la sacca con la biancheria di casa (ogni volta riporto in città quella sporca e la preparo pulita per la volta successiva), le nostre valigie, gli zaini e le borse con gli effetti personali, i maglioni sparsi in auto durante il viaggio, i libri (pesano!) ne riparleremo… 
- Hai le gambe un po’ stanche? Mi spiace, spero che tu non abbia dato fondo a tutte le tue energie… - Commento ammiccando.

Per fortuna la casa sembra pulita… Avevo avvisato del nostro arrivo. Intanto apro tutti i rubinetti dell’acqua: è meglio lasciarla scorrere bene per un po’. Ci sono molti depositi ferrosi nelle tubature dell’acquedotto: l’acqua esce rossa per almeno cinque minuti. A qualcuno a volte dà un po’ fastidio: basta farci l’abitudine…

Le lamiere delle condotte dell’aria calda stridono in modo sinistro: credono di spaventarmi, ma al riscaldamento io non ci rinuncio. Apriamo anche le dieci finestre e gli antoni di legno: bisogna fare attenzione a non perdere i fermi delle chiusure! Vanno rimessi tutti e dieci quando richiuderemo: è l’impianto anti-intrusione. Lo so, anche a me sembra assolutamente inutile: chiunque riuscirebbe ad entrare dal lucernario del tetto e la botola interna è solo una tavola di legno appoggiata al telaio. Si sposta con una sola mano! Ma son trent’anni e più che si celebra questo rito; infrangerlo potrebbe essere fatale, della serie non è vero, ma ci credo! 

Per fortuna il frigorifero è ripartito anche questa volta. Lui sì che è vecchio: è ancora il modello col maniglione a scatto; ora è molto ricercato… come oggetto da museo!
- Certo che puoi riposarti sul divano. Ha tutte le molle rotte, ma è ampio! Io intanto preparo i letti. 
No? Uno solo? Ok! Quale camera preferisci: quella con l’arredamento in stile, con tarme in dotazione, o quella moderna, laccata bianca e verde? È quella più piccola, sopra il locale caldaia, ricordi? Se chiudi la porta rischi un attacco di claustrofobia. Da qualche anno in qua mi manca l’aria là dentro, ma noi possiamo lasciare la porta aperta: siamo soli! -

Ormai la temperatura interna è accettabile; a strati comincio a togliere maglioni… Ci vorrà un po’ prima di esaurirli: sono freddolosa. 
- Dovevi scegliere un’altra stagione, questa comporta molti disagi. -
Prima s’intravedeva un po’ la vallata dalla terrazza sul davanti della casa, ma ora salgono le nuvole e ci avvolgono completamente. Fra poco pioverà: qui piove sempre! 
- Sembra d’essere soli al modo, tu ed io, qui dentro e fuori il nulla - 
- Hai ragione, comincio ad essere un po’ stanca anch’io. Mi vuoi accanto a te su quel divano? Ora arrivo. -

Oh, no! È mancata la corrente, proprio ora… Accendo subito quella candela che solo spegne un poco l’ombra… Com’è romantica la cosa! 

- E no! Ora è ferma anche la caldaia: niente luce, niente riscaldamento! Prova a farla funzionare con quella candela, se ci riesci! -

Tu vorresti gentilmente scaldarmi, ma senza corrente elettrica io divento nervosa e non ho intenzione di fare la doccia fredda! Toglimi pure tutto, ma non l’acqua corrente calda e fredda, il riscaldamento ed il mio Breil, anzi è un Tissot, un regalo per la maturità. In queste situazioni però non mi sento molto matura: 
- O torna la corrente elettrica o smontiamo baracca e burattini e torniamo a casa, tu a casa tua, io a casa sua! Dimenticavo: non far conto sul caminetto, perché non so in che condizioni versa la canna fumaria e poi odio la cenere da pulire. La legna c'è ma è da spaccare e fuori piove... -  

Auguri Casanova!

 

All’improvviso, così come se n’era andata, ecco tornare la luce, ma tu la spegnesti subito, lasciando oscillare solo il lume di quell’unica candela.

 


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Autore: ester

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  • Fantastico, tutto o quasi già vissuto eppure letto con vero gusto, un mezzo sorriso e il sapore di vita vera che non cambierei con nessun altro S. Valentino stomachevole possibile. Chiusura magistrale.:)

  • In risposta a: Cristiano Sias

    Grazie e... troppo buono!
    Ricordo che era il 2002... mi trovavo su Scrivi.com ancora un po' spaesata, ma scrivere mi divertiva e la timidezza... mi aiutava a mascherare e mi obbligava a mitigare ogni slancio di sentimentalismo, però per fare centro arrivavo sempre là, appunto, con quelle chiuse sincere.

    C'e una strana strategia legata alla pubblicazione di questo racconto, diciamo come esperienza di scrittura e appena potrò vi racconterò tutto.



    Non so se anche altri scrivano così solo per timidezza... per me era l'unico modo possibile per raccontarmi, anche se non erano racconti autobiografici, ma certo coglievano ambienti e situazioni del mio vissuto.

Qualcuno sulla pagina del mare traccia un segno di vita, figge un punto. Raramente qualche gabbiano appare. (M.Luzi)
Qualcuno sulla pagina del mare traccia un segno di vita, figge un punto. Raramente qualche gabbiano appare. (M.Luzi)
ester - ha risposto al commento n. 727 di La Notte
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