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 (Traversia fonosimbolica)

La mattinata era cominciata male: affannosa ricerca dello Scottex per asciugare il caffè versato sul tavolo, strenua lotta col tubetto del dentifricio, acrobazie e contorcimenti per centrare il buco del water, girare per casa con planimetria e navigatore per trovare le chiavi della macchina.

<<UffaChe palle!>>

Ed ora volgeva al peggio:<< Grrr.>> Grugnò.

<< Eeeetchi - Etchi-  Ci mancava solo questo: un bel raffreddore. >>

<< Sniff, sniff.>> Prese il fazzoletto di carta dalla tasca: << Frrru  frrru .>>

Soffiatosi il naso, esaminò il mouchoir; era flaccido, di un umido gelatinoso, sfrangiato.

<< Bleeee. Che schifo!>> esclamò e, presolo con due dita, lo gettò nel posacenere della macchina. Poi, nervoso, seguì il tamburellare delle dita sul volante.

Era davanti al cancello di casa. <<Erch! Il solito smemorato, ho dimenticato le chiavi e mia moglie torna dal lavoro tra un’ora.>> Si disse.

Fuori non pioveva… Diluviava. Per un attimo si sentì come Noè nell’arca, mancavano solo gli animali. Anzi, no. La sua considerazione era stata affrettata. Un fastidioso insetto della famiglia dei ditteri si aggirava nell’abitacolo annunciato da un ronzio persistente. Prese una copia del Gazzettino che era sul cruscotto e Sciak, con un colpo secco,lo spiaccicò sul vetro della portiera.

-Kra – Koom, Rumble, SGzum- Tuoni rimbombanti, fulmini folgoranti, tonfi, boati: l’ira di Dio.

Acqua a catinelle: splash…blublu… plin …woosh, schoschh. Dappertutto: a scrosci, a rivoli, a cascata. Un tombino gorgogliava: glooo - glooo - glooo.

<<Quando si deciderà il Comune a sistemare le griglie di assorbimento?>> Si domandò.

Guardò fuori accompagnando il tam tam delle dita col tip tap dei piedi. Un manifesto elettorale si dissolveva con la pioggia e la bandiera italiana effigiata su di esso, scoloriva in rivoletti rossi e verdi.

<< Povera Italia, come si è ridotta!>> Considerò.

Droooooow, skeeech, splash. Un’auto era passata in velocità.Frenando, nell’approssimarsi alla sua, aveva schizzato un fiume d’acqua sulla carrozzeria.

<< Che deficiente! Dove crede di andare così veloce… incontro alla morte?>>

Sbuffò. << Uffa!>> Forse non era la giustaonomatopea per esprimere al contempo noiae contrarietà. << Ormai…>>

Pian piano ilrovescio dell’acqua diventò untintinnìo, un gocciolìo cadenzato e monotono.

Un gatto, inzuppato fradicio, che si era acquattato dietro un bidone di spazzatura, digrignò i denti, emise uno schiocco, drizzòil pelo elettrizzato e con mossa saettante tentò di acciuffare un impaurito uccellino che volò via con frullare d’ali.

Una folata di vento scompigliò la chioma di un albero e crac, un ramo si spezzò e con turbinio di foglie precipitò sul cofano della macchina.

Provò a scendere per costatare i danni ma la pioggia riprese a scrosciare, violenta, furiosa.

<< Porca vacca! Poteva andare peggio di così?>>

Incavolato nero, ripassò a memoria un rosario di giaculatorie, in rima e in prosa, che recitò con enfasi oratoria nel vano del mezzo anfibio.

Poi accese l’autoradio e fece roteare la manopola della ricerca dei programmi. Scrrrrr Guardò il display: FM 101.5 – Radio Italia anni 60, lasua preferita. Musica e parole di una canzone di Morandi si diffusero nell’auto:<< Cade la pioggia, ma che faaa…>>

<< Oh nooo! >>

Girò di nuovo la manopola. Gene Kelly cantava :<< j’m singin’ in the rain, just singin’ in the rain…>>

<< Ma è una congiura ! >>

Rigirò il pomello, Scrrrrrr. Plin, Plon!  <<Pubblicità!>> Poi un’armoniosa vocefemminile:<< Fazzoletti Klineex, morbidi, resistenti, cellulosa cento per cento. Il posto dove puoi mettere il naso>>.

Lanciò uno sguardo sinistro al rifiuto di carta che illanguidiva nel posacenere e un pensiero esistenziale gli attraversò la mente: << Nella vita ho sbagliato tutto… Anche la scelta dei fazzolettini>>

E con un click, spense la radio.

 

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