Demetra, nutrice della terra verde, artefice della vita e della morte, vagava, incorporea, per le campagne del Salento tra ulivi millenari e secolari.

     Essi erano, tra le piante, le sue creature preferite, custodi del trascorrere del tempo e dell’anamnesi.

    In questo suo girovagare, la Dea si compiacque della bellezza della natura di Apulia e volle dare un’anima all’ulivo perché l’unità trascendente venisse resa viva ed operante per suo tramite in una specie di ipostasi, di rappresentazione concreta di una realtà ideale.

     La pianta accolse in sé il dono dello spirito che trasferì ad altri e che dagli altri ricevette quale trasmigrazione della psiche.

    Per questo, sui tronchi ritorti dell’albero, madre natura disegna figure allegoriche frutto di questo trasferimento e si possono quindi ammirare nelle campagne salentine tronchi d’ulivo dalle varie forme: l’ulivo urlatore, l’abbraccio degli amanti, l’ulivo pensante e tanti altri.

                                                                                Gianfranco Pasanisi

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