Buon compleanno, ovunque tu sia

 

CLESSIDRA

 

Quand’è che a te dischiuse

il tempo la sua porta,

con vergine clessidra

in mano, non ricordi;

 

memorie del non- tempo

vicine ti cullavano

e tu sopivi in esse

sognando ancora sogni.

 

Aperti gli occhi al tempo

e al mondo, agli astri ansiosa

le mani tue tendevi

e amore tu chiedevi.

 

Da allora vai sfogliando

nell’album dei ricordi

i tanti fotogrammi,

mettendo a fuoco a quanti

 

amore hai tu donato

e chi l’ha ricambiato;

ma in fondo già sapevi

che il vero non è sogno

 

appena hai visto scorrere

in fondo alla clessidra

- e mai dimenticata –

la sabbia non sognata.

 

Se insieme quei granelli

ti appariranno grigi,

tu scegli tutti quelli

con più colore e luce

 

e serbali nel cuore

filtrando della vita

il poco che somiglia

a sogno che s’avvera:

 

t’aiuterà a sognare

perché sognare devi

e possedere quanto

- sottratto alla clessidra

 

che tutto inaridisce –

in te rimane e vive

suggendo come linfa

la tua rugiada d’anima.

 

E tu che ne sei intrisa

e distillarne sai,

sorridere saprai

al tempo, mentre addita

 

la tua clessidra, e dirgli:

“Misura pure i giorni

e gli anni: sono tuoi.

Per me un istante è vita”.

 

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