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Scritto da daniela moreschini. Pubblicato in Poesie il 11 Giu 2022.
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Era d’estate
quanno me rubasti er primo bacio
sotto que l’arbero gigante
sopra a lo Zodiaco.

Ero giovine e fraggile,
ma le braccia tue sicure
me facero sentì granne.

Co’ te vicino
sò diventata donna,
moje, madre e nonna.

Cinquant'’anni sò passati
da quanno sentii quer bacio.

Ne l’anni nun m’è mai mancata
la mano tua sicura,
che m’ha protetta e accarezzata ogn'ora
e l’amore nostro nun s’è mai piegato
sotto a li temporali
che la vita ciaveva preparato.

Sarà stato forze merito
de quer primo momento maggico,
de quer zole comprice de giugno
se è stata sempre estate ne l’amore nostro.

E mò che m’hai lassato sola,
risento su le labbra
er sapore dorce
de quer nostro primo bacio.

(11 Giugno 1972)

daniela moreschini

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  • Quella data in fondo mi ha sorpreso un attimo, poi è diventata uno schiaffo di purezza e una lezione di vita. Per me che non ho un bacio così da ricordare, e che l'ho conosciuto, e conosco te, donna tosta nella sua fragilità, come un granito inscalfibile, è immaginabile quanto ti sia costato e insieme quanto sogno dolce e doloroso ci sia in quelle parole. Il tuo romanesco mi è sempre piaciuto e quella romanità oggi viene in aiuto per guardarsi da fuori, con la sua tipica apparente fiera ironia della parlata, pur nella tragedia,, come una salvezza a cui aggrapparsi, per non essere travolti. Così cinquant'anni passati al setaccio consegnano quel bacio all'eternità, coprendo per un momento tutto il resto e i momenti difficili che stai passando.. Cos'altro, in esso c'è tutto. E scusami se non trovo parole più adatte.

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