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Scritto da Daniela. Pubblicato in Poesie il 04 Giu 2022.
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Della memoria carico otri praticando il viaggio

e con rimprovero affronto l'esperienza

che poco insegna e spesso trae inganno.

Ovunque vada erronea nel mio errare,

chiodi di garofano infilano mele rosse

e in posa sopra il piano specchiato

riflessi avvelenati dalla lingua biforcuta.

Eva travestita da Biancaneve

chi è la strega e chi la sposa verginale

nel cui ventre striscia la serpe del peccato?

Vagheggiando la notte racconto a me stessa

favole che nessuno mi ha mai illustrato

e spengo candele che fumano ancora

in bianche spire profumate

nel buio bucato dal bianco d'Avorio.

Mi perdo - qui e ora - ombra maniacale

nascosta al bagliore d'inutili illusioni,

m'inerpico sui fili che il destino muove

angelo ribelle battuto ma non sconfitto.

Daniela Sulas


Daniela

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  • Che dirti, mi piace seguire questi tuoi viaggi, ma questo lo sai, e si potrebbero scrivere trattati di psicologia poetica sulle tue dissacranti metafore e allegorie d'ironica amarezza e apparente distacco. Non so se le vedi così, ma sembra che tu ti guardi da fuori con un altro io che riflette tutto ciò che hai intorno, non accentrandoti infine ma mischiando l'insieme a un senso universale dell'esistenza. E cadono i limiti, mi immagino quei chiodi di garofano battuti da martelli di mimose, ma anche Eva che non vede l'ora di buttare la maschera e appendere i sette nani ai fili del burattinaio fato al posto tuo, per andarsene poi a ballare con la strega, che almeno sappiamo che è cattiva ma sincera. Tutto è un errore, nella conoscenza, e meno male, altrimenti non si vola.

  • Caro Cristiano, questa tua analisi sui miei versi ha titillato quella vanità di cui penso d'essere immune. Non come scrittrice di versi liberati, dei quali ho bassa stima, ma per avermi raggiunto e compresa in un piano che credevo di conoscere soltanto attraverso me stessa. "Non so se le vedi così, ma sembra che tu ti guardi da fuori con un altro io che riflette tutto ciò che hai intorno..." (cit. Cris). Ecco, finalmente sento di essere guardata per ciò che sento e non per quel che si vede esternamente. Dal profondo mio essere GRAZIE

  • La notte, questo mistero un po’ onirico e un po’ ancestrale.
    Scatena il desiderio di conoscere le spire e le evoluzioni del pensiero e lascia nella convinzione che nel buio sotto le stelle il nostro pianeta si trasformi in altro luogo e altra galassia. Piace assai!

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