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Scritto da Daniela. Pubblicato in Poesie il 03 Giu 2022.
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Il treno è passato cinque volte

da questa stazione.

I vetri sono appannati

e la ruggine si è formata

sull’angolo degli occhi.

Leggo ininterrottamente frasi

che mi chiedono di cancellare il passato.

Ma so di me d’essere in due vite:

quel che sono stata

e quella che oblitera il biglietto.

Daniela Sulas


Daniela

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  • Eccoti, con uno dei tuoi pezzi coinvolgenti, mai lamentosi, che sorprendono anche perché la banalità non sanno mai cosa sia. Per la ruggine forse basta un po' ombretto. I vetri lasciali appannati, così nessuno curiosa dentro. Ma forse c'è ancora molto di quella che sei stata, c'è tempo per obliterare. Poi si può sempre cambiare stazione, o treno.

  • Nel periodo in cui mia madre si aggrava avevo un sogno ricorrente: stavo all'esterno di una stazione ad attendere un treno, vedevo dal buio di una galleria il treno arrivare. Mi svegliavo prima che il mezzo arrivasse, non sono mai salita e nemmeno l'ho visto passare. Questo sogno mi ha assillato e penso che fosse legato alla dipartita di mia madre giunta un paio di mesi dopo. Perché dopo non l'ho più fatto. La morte di mia madre ha segnato prepotentemente le due epoche, quella che sono stata, il rapporto conflittuale con lei durato una vita e il dopo, quando ci si perdona di tutto appena in tempo che lei prendesse quel treno. Per me il viaggio continua, ma la psiche non è sorella della ragione

  • Superfici e nuclei. Ecco perché un buon critico dovrebbe sempre darsi un po' dello sciocco, perché ha torto anche quando ha ragione. Quello che racconti è così intimo e prezioso da essere sconvolgente e magico insieme, e forse neanche trovo le parole adatte, o non devo, perché è una cosa tua che hai fatto trasparire e solo commentarla non sarebbe un segno di rispetto. Noi vediamo sempre quello che filtra, che si può intuire, non la lava del profondo, o l'iceberg degli abissi. D'altronde come dici la razionalità non è mai poesia e se non fossimo così profondi e folli non potremmo amarla. Grazie Daniela. Ma questa conflittualità tra psiche e ragione è anche sorgente di vita e tua mamma ti ha lasciato anche semi per nuove piante.

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