Nessun miracolo per una donna di mezza luna,

ha perso un tacco dello stivale buono

ed ora è una sagoma pesante e claudicante.

Le sue braccia oscillano sui fianchi

seguendo il tempo di un metronomo.

Ed è un suono sottile, muto e nasale,

quella che emette è simile alla ninna nanna

per riuscire a portare i suo passi a dormire.

La vedo varcare la porta della notte,

togliersi prima lo stivale mutilato 

e poi si china di lato, togliendo l'altro.

Dalle sue ciglia setose, rotola

un desiderio che fa le fusa.

Non c'è più spazio per le stelle nei suoi sogni,

sbrilluccicano da far male.

Daniela Sulas

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