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Scritto da Cristiano Sias. Pubblicato in Poesie il 16 Set 2020.
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alberocaduto.png

Quell'albero fermo
sul curvare del viale
fra la moltitudine di piante
a debita distanza
in continuo movimento
di foglie agitate
e vociare d'uccelli
così immobile e indifferente
che sembrava finto
senza un fruscio
senza uno sfoggio
come un padrone
o uno schiavo in attesa
come un centro
fuori dal cerchio
come una scultura
di un artista invisibile
un giorno cadde
senza rumore
senza un lamento
semplicemente cadde
con un tonfo sordo sulle case
sulla folla distratta
impietoso graffiante spento
fra le urla di chi veniva colpito
e tutti quanti si girarono increduli
come ha fatto
era forte
come è possibile
era così fiero
e noioso
e scontato
utile sì per l'ombra
bello sì per la grandezza
la pacatezza
nessuno lo guardava
perché era sempre lì
cosa c'era da guardare
era una quercia o un platano
e si accorsero che esisteva
vedendo il vuoto rimasto
gridavano che peccato
e qualcuno pianse.
Eppure di segnali
ne aveva dati tanti
con le sue foglie mute
i suoi rami stanchi.

Cristiano Sias

Autore: Cristiano Sias

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ester - ha risposto al commento n. 727 di La Notte
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