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Scritto da Antonio Balia. Pubblicato in Poesie il 24 Apr 2019.
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Navigando nella mente sul passato

riportando nel presente personale

la vita ci scorre come un film

rivedendo i ricordi nel virtuale.

 

Nell’insieme del processo naturale

ci troviamo nell’esistenza per la vita

acquisendo forza e sicurezza virtuale

viaggiando per vittoria e mai sconfitta.

 

La persona proiettata nel passato

negli sbagli correggersi dovrebbe

dai ricordi non impara cosa ha fatto

non distingue oltre ciò che lui potrebbe.

 

Navigando negli sprazzi della storia

capisce i passaggi aggrazianti

incapace si rivela l’incapace

considerarli totalmente tutti quanti.

 

Rivedendo nel presente quel passato

non rivela nei passaggi del presente

condizione dell’instabile vivente

rivivendo quel periodo nella mente.

 

Universo straordinario inesplorato

contenuto nella testa di ogni nato

esplorarlo possiamo quanto vogliamo

ma non riusciremo a districarlo.

 

Quell’ambito piccolo e sconfinato

un labirinto lo spartire è dimostrato

alcuni hanno provato a penetrarvi

combattendo contro i loro stessi dardi.

 

Il nostro pensare sugli altri proiettiamo

dimenticando che gli altri noi non siamo

il contenuto cerebrale inscatolato

non è nostro e neppure di ogni nato.

 

Più cerchiamo di scoprire l’inscoperto

maggiormente inciampiamo nell’incerto

dimensioni appassionanti scopriremo:

lontano da noi tanto viaggeremo.

 

“L’irreale!” realizzando per davvero

fa scoprire il passaggio del Mistero

combinazione risorgente universale

in noi si manifesta il regale.

 

Pensa al reale che non esiste

al futuro che vivi dentro te

concentrato nella vita che ti crei:

deserto nero, nient’altro intorno c’è.

 

Come la morte è la vita senza sogni

certi sogni sono la morte della vita

nel virtuale prodotto del cervello

l’umano si realizza e non realizza.

 

Subentra la tensione permanente

al pensare che esisto e non esisto

per uscire dallo stato incoerente

m’immergo nel profondo, reagisco.

 

Nuovi stimoli emergono dal cervello

il cuore li riporta per la vita

fa emergere pensare il mal fardello

dell’umano che non accetta la sconfitta.

 

Agli stimoli si scoprono antri bui

la luce rischiara quei deserti

la sete ti aggredisce viaggiando

guidato dalla luce tu prosegui.

 

Della vita contenuta nel pensare

ascoltare occorre vita del pensiero?

Se penso che sono qui e non esisto

perché ammiro il blu del cielo?

 

Il creato universale sta di fronte

ogni cosa che vedo vede me

origine e futuro senza sorte

la mia vita: sapere voglio cos’è.

 

Sono segnali di burrasche interiori

non accettare le sconfitte personali

mi consiglia di affrontarle in vari modi

il naufragare in tempeste di alti mari.

 

Il vento tempestoso si allontani

desidero la pace conquistare

di terremoti ne ho vissuto tanti:

solo nell’umiltà rappresentare.

 

Rivolto all’infinito del profondo

per la ricerca della pace liberante

giorni e notti osserverò ogni stella

cercando segni del Risorto Illuminante.             

                               Lanusei 06 settembre 2007


Antonio Balia

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