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c’è una chiazza di sole stanco.

Oggi. Nel cielo. S’annoia. Al soffio

di noi, sospiri, pensieri.

E non v’è cura per questo

giardino. Abbandonato.

In cui ciascuno ha il suo proprio cavallo.

Il bianco, certo, chi l’ha rubato; il nero,

il nero chi gli è capitato.

E così il suo mare.

E il suo proprio gabbiano.

Che si getta, come tra onda e onda,

nella memoria. Dove,

forme familiari e anime calde

e: silenziose parole, forano la crosta.

Uno sguardo profondo. Insomma.

Che ci coglie e che noi desideriamo.

Più del tocco.

Perché, parafrasando un gran poeta,

la morte

è solo vita senza il bene d’uno sguardo

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