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Scritto da Massimo Pacelli. Pubblicato in Poesie il 27 Gen 2018.
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aHh,

è il suono del pollice.

E dell’indice.

Che premono sugli occhi. Chiusi

“mioDddio” dicendo,

in quella poca pace

della danza senza suoni.

Se ne va intanto il mondo

per la sua strada inattesa

tra ‘l nero e l’accecante bagliore

mentre tu pensi e ripensi al profumo

di quell’intima rosa scarlatta

e rivivi il sapore delle gocce dorate del miele,

ore sparse sul campo erboso

d’un laico memoriale.

Il suono del pollice.

E dell’indice.

Che premono sugli occhi. Chiusi,

ti dice del sole. Che rende la notte

assai più dolorosa,

“mioDddio” pensando

in quella falsa pace

al luogo che raccoglie le ipotesi sfiorite.

E se ne va intanto il tempo,

perdendosi nell’universo

per la via dei sogni senza storia.

Ma sa, la poesia

- che ha riccioli biondi e vede e guarda

il mare e allevia i giorni tristi e l’improfuma -

che sta sul foglio in cui il poeta

al sangue suo di versi s’abbandona:

Eterna


Massimo Pacelli

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  • “mioDddio”
    lo dico io nel leggerti.
    Tanto dolore nel silenzio inutile, dove si piange e dove si ignorano i segreti delle vite passate.
    Ricordi affidati ai versi, per sempre. Bellissimi ricordi e per questo ancor più struggenti. Come i tuoi versi.
    Anche da questa tua pagina è difficile staccarsi. Raramente accade...

  • Triste e nostalgica entra scivolando nell'animo, scuotendolo. Piace assai, grazie...

  • Non mi soffermo sulla poesia, me la digerisco insieme a una cena tarda, insieme alla sorpresa pari solo al piacere di un vecchio amico che torna da noi. Sarebbe banale dire una gran penna, o pensare al tempo passato insieme, ci sono cose che non si possono spiegare. Massimo è uno dei "fondatori" storici di questo scrigno, semplice ma grande come la nostra anima. Grazie, e benvenuto Massimo.

  • Grazie Cristiano, si torna nei luoghi in cui si è "stati", dove si è apprezzato e colto ogni momento. E' in questi luoghi che si ritorna e io non potevo non ritornare qui, nel tuo scrigno che ancora curi con il tuo solito impegno. Grazie a te Cristiano

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A compiacersi del semplice ci vuole un’anima grande. (Arturo Graf)
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