Registravo

il rumore delle mie palpebre

quando ti guardavo

 

pesavo

il pensiero di te

prima di addormentarmi

 

misuravo

la distanza fra i nostri corpi

mentre ci amavamo

 

stringevo nel pugno

l'atmosfera di ogni nostro incontro.

 

A chi mi diceva

che le palpebre non fanno rumore

che un pensiero non si può pesare

che la distanza è zero

e l'atmosfera in un pugno

è un nulla fugace

rispondevo:

di questo nulla

io vivo.

 

Ora che non ci sei più

che la vita è di nuovo mia

ho tutto quello che voglio

anche i sassi che raccolgo

sulla spiaggia dove ci siamo incontrati.

 

A chi mi dice

che sono fortunato

perché ho tutto

anche una bella collezione di sassi

rispondo:

di questo tutto

io sto morendo.

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