Albergare denso di nulla

dentro il viaggiare di menti lontane.

Cercano un mare sotto le reti

gonfie di sogni e di minareti...

Tacciono mute le stelle cadenti

offrono solo un lento brillare.

Case di latte e dentro le genti.

Case scoperte senza rancore,

senza disegno, senza dolore,

vecchie, squallide, grigie dimore.

Guardo la folla e penso che muore

sotto uno strale degno del cuore,

intimo, immane è il suo percepire

sotto la cenere è caldo sentire.

Morto è l'antico sapore che attende,

sornione, capace di colpo ferire...

Ho ancora le voci dentro la testa,

esplodono insieme come faville.

Sono lucciole del mio meditare,

sono campane del mio preservare.

Lontano mi porta questo viaggiare,

oltre crisalidi dell'universo

degne galassie del primo mattino,

bianchi cristalli sul mio cammino.

Bagaglio pesante e gonfio d'Amore

alla finestra attendo il mio attore...

Attendo che nulla trapassi la mente,

attendo e il nulla fiorisce impaziente.

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