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qualche sprazzo di luce
rischiara il tramonto
laggiù, tra i rami spogliati
d'un livido inverno
e Lui, su quella panchina
fisso lo sguardo a ponente
le lunghe dita
al bastone appoggiate
avviluppato
d'un nero mantello

mi racconta di giorni lontani
di gloria e sentieri di luce
di una guerra perduta
e quella nobile causa
ormai decaduta

troppo forte il nemico
che al perdente
gli onori rinnega
di un nome gettato alle ombre
perchè a tutti facesse paura

e mai più
dare vanto

No, dico, No
ora c'è democrazia
la tua causa
portare alla luce potrai
e dimostrar
chi veramente tu sia

Lui, paterno sorride
torna a guardare il tramonto
s'alza in piedi
e s'avvolge
nel nero mantello

" il mio nome è Lucifero "
dice quasi in sussurro

spettrale il sorriso
al finir della sera
mentre cupe le ombre
si confondono al suolo

solo un brivido freddo
accarezza la pelle
un respiro di gelo
forse solo residui
d'un mondo lontano.

 

 

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