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Scritto da Cristiano Sias. Pubblicato in Poesie il 12 Giu 2016.
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Tu, contadino che strappi gramigna
fra gli acini caduti dalla vite
e mostri ai rovi fiero la scigrigna
non stupirti se trovi margherite.

Sorsero come timidi germogli
pacati nel parlare e sorridenti,
il dubbio insinuando in altrui fogli,
odio nel guardo con l'amor fra i denti.

Della lingua deriso il verso fiero
dai petali risorti in terra incolta
la folla fu a contendere il sentiero
d'amar desiderosa un'altra volta.

Mentre piangeva Italia sopra il verbo
d'ogni infinito ed infangato vate
dalle pietre sortì l'oltraggio acerbo,
in volgo urlante non serve ch'urliate.

La troppa solitudine nel mondo
d'ogni loquace uomo fa un profeta,
squallore ne risveglia il bassofondo
quando menzogna è ancora la sua meta

e se mente si scherma e si fa dura
dall'ombre il cuore non afferra il senso,
dal buio reso opaco e da calura,
d'arnie ricolme del miele più denso.

O villico, uguale in varia storia
nell'ardua strada dei poeti magni,
d'ogni frustata vanità si gloria
nella stalla non ti convien si lagni.

 

(Quando tutti disapprovano tutto ciò che fai, per soddisfare l'immagine che loro hanno di te, non è mai troppo tardi per realizzare se stessi)


Cristiano Sias

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  • Evviva i Sognatori... però questi tuoi versi li devo studiare per capire bene... ho apprezzato le margherite e il miele, ma se scrivi di odio e cattivi sentimenti non ti seguo...
    Mi piace immaginare pace e gioia, senza recriminare su altro.
    Versi sinceri sono sempre apprezzati da chi sa riconoscerli :-)

    Ultima modifica commento 4 anni fa da ester
  • Sono tornata con la speranza di poter leggere altri commenti che mi potessero illuminare nell'interpretazione di questo stupendo mosaico.
    Gli endecasillabi e le rime alternate le avevo già notate, ma altro mi sfugge e nessuno m'aiuta... cos'è quell'oltraggio acerbo sortito dalle pietre? E perché sembra sempre trionfare la menzogna? Bella e velata...

  • Purtroppo i miei impegni "tecnici" mi allontaneranno ancora un po' da ciò che amo di più: leggervi. Quella galleria fotografica e altro mi stanno impegnando oltre le mie forze e devo passare notti a risolvere piccoli problemi di funzionamento in un momento di salute non proprio favorevole.
    Ma torniamo a noi. "Baciò la sua petrosa Itaca Ulisse" scriveva il Foscolo, e come tanti anch'io, quando l'amarezza ti coglie o qualcosa di inaspettato o inospitale irrompe nella tua vita, come una delusione o un tradimento, o anche uno dei tanti muri di gomma (o di pietra) che incontriamo, o una terra ingrata...non importa cosa, non spiego quasi mai i miei versi, ma in quei momenti mi capita di scrivere rime petrose, così chiamate perché sono come pietre lanciate o ricevute, ma colme di fiducia e di speranza e di amore, malgrado tutto.
    E se non le spiego quasi mai, è perché ogni poesia nasce da un contesto personale profondo, a volte doloroso come in questi casi, e quasi sempre parte da un dettaglio per scrivere un codice da interpretare con una chiave, o diverse chiavi, da un particolare infine che si apre all'universale ed è questo che vede ogni lettore, cioè quello che vuole vedere, o sentire, che ha visto, o sentito. E chi scrive poesie lo sa, a volte vorrebbe urlare o sparare, combattere e vincere o morire per un'idea o un sogno, ma alla fine, come qualcun mi disse tanti anni fa, "un poeta parla solo in poesia". Forse anche per questo, è spesso una persona sola...

  • Hai ragione: le poesie non si spiegano, sono messaggi empatici e con "bella e velata" intendevo proprio sottolineare questa prerogativa, che ben comprendo: il velo è un motivo di fascino in più e le donne lo hanno sempre saputo e usato.
    Speravo invece di suscitare gli interventi di altri per sviscerare proprio questo tuo "sentire".
    Conosco abbastanza il tuo carattere e l'impeto che spesso ti muove a scrivere così "petroso", ma il fascino dei tuoi versi arriva proprio dalla contrapposizione con la passione, la speranza, la fiducia nell'ideale perseguito, che mai si esauriscono.
    Eterno conflitto, che stuzzica e sostiene il Poeta.
    Grazie per la tua paziente risposta! Spero si sciolga presto anche l'amarezza...



Avatar di Cristiano Sias
Cristiano Sias ha risposto alla discussione #160 16/06/2016 00:18
Qui mi era sfuggita, ti ho risposto di là. Grazie, non so se le pietre in poesia facciano meno male, di certo i lividi restano più a lungo e ti accompagnano nella tua continua lotta, a volte anche contro incredibili mulini a vento, in questa cosa meravigliosa che è la vita.
Avatar di ester
ester ha risposto alla discussione #156 14/06/2016 23:50
Sono tornata con la speranza di poter leggere altri commenti che mi potessero illuminare nell'interpretazione di questo stupendo mosaico.
Gli endecasillabi e le rime alternate le avevo già notate, ma altro mi sfugge e nessuno m'aiuta... cos'è quell'oltraggio acerbo sortito dalle pietre? E perché sembra sempre trionfare la menzogna? Bella e velata... questa Poesia!
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