Esseri invisibili, non sono delle stelle

vivono la notte e non sognano di giorno

rivivono agli estremi, rivoltano nel centro

assemblano frammenti, distruggono beltà

che non trasporta il vento e non brillano col sole

e stando con il tempo, sconvolto alle ragioni

muori all'esistenza e non ti rendi conto.

 

Eppure nell'ingrato vivere l’evento

emergono agli estremi momenti in cui diventi

signore della storia che inoltri e non ti vedi

al centro del creato e seppure lì non sei

non puoi più stare al centro ne vivere di te

che in tutto ciò che vedi sta ma non ci sta:

 

a farsi soggiogare né a farsi trasportare

nel mondo che vorresti se quello lì non è

e non tirarti indietro ma lasciati guidare

come quando bambino la vita tu donavi

e dagli occhi della mente degli altri o del destino

fuggi via lontano per non tornare più

da ciò che insegui e spesso sogni pure tu:

 

“sono esseri invisibili e non sono delle stelle

vivono la notte e non sognano di giorno

rivivono agli estremi e rivoltano nel centro

assemblano frammenti e distruggono beltà

che non trasporta il vento e non brillano col sole”

in certo strano mondo che immagine non è 

che figlia della mente e distorce la realtà.

 

Seppur trionfante emerge non dà soddisfazione

aleggia e lievemente seziona l’esistenza

di chi al silenzio dona l’istante che non è

e che prorompe e il vento separa col pensiero

che al giogo maledetto vorrebbe incatenare

e alla rivelazione che ti lascia perplesso

la cima nella valle distendersi vedrai.

 

“Come quando bambino la vita tu donavi

e dagli occhi della mente degli altri o del destino

fuggi via lontano per non tornare più

da ciò che insegui e spesso sogni pure tu:

sono esseri invisibili e non sono delle stelle…”

 

                                                Lanusei, 12 novembre 2015

 

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