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borbera

Non ricordo quante lune c'erano

sopra il Borbera, a farci la corte
né quante notti in quella notte
ho rivissuto respirando forte
e non saprei scrivere della magia
quel senso del tempo così immobile
nel cielo dipinto da un dio amico
di nuovo nobile artista dell'anima
fra gli argini semplici, un equilibrista
sul filo tacito dell'emozione.

Solo le pene eran scomparse
discrete ed in segno di rispetto
pazienti al sorriso, all'allegria
e carezze di luce sul tuo viso
brillavano mentre andavi via.
Pensieri fusi in uno sguardo
come quell'ago che cuce e ricuce
desiderio e purezza in un temporale
di dolce passione, senza far male.

Dimmi com'è che rivedo l'ora
d'un avvolgersi lento di eternità
e un volo mai fatto se volo ancora
dentro un germoglio, come un dispetto
che saggia diventa anche la follia
in questo spazio che spazio non ha.
Dimmi d'un cuore, in attesa nel petto.
Dimmi com'è che di quella sera
ricordo soltanto che andavi via.

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