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Scritto da Giuliano. Pubblicato in Prosa il 20 Mag 2016.
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Pillole di vita. - Una bella giornata.

 

Vivo  giorno per giorno, è bella la vita senza doversi ingegnare, programmare, progettare, pensare a quello che farò fra poco, domani, o il prossimo mese e/o anno.
Il mattino mi alzo verso le sette sistemo la mia camera e mi preparo per la colazione che solitamente faccio verso le 8,00. una piccola colazione senza tanti fronzoli, caffè latte e una brioche, è sufficiente per la mattinata visto che, alla mia età, non lavoro e non faccio grandi attività fisiche.

Ho sessant'anni, non lavoro da tanti anni ma mi posso permettere questa vita tranquilla.

Dopo la colazione esco nel piazzale che si trova davanti alla palazzina del mio alloggio, lì incontro tutti i residenti, ci conosciamo quasi tutti, c'è sempre qualcuno che se ne va e sempre qualcuno che arriva. È facile fare amicizia, non serve andare lontano, abitiamo tutti nello stesso stabile, ci incontriamo nei corridoi, per le scale, per me è impossibile non salutare chi incontro e scambiare due chiacchiere quando ci troviamo nel piazzale.

Certo, c'è sempre qualcuno che è di cattivo umore, che saluta appena, capita nella vita di avere dei contrattempi o dei problemi, allora ci si concentra per poter trovare una soluzione e alle volte non si nota o non si ha in sé il pensiero di salutare chi incontriamo, nessuno se la prende anche perché prima o dopo succede, è successo anche a me, però c'è sempre qualcuno che ti può dare un consiglio o un suggerimento per aiutarti.

Un bel posto, tranquillo, si vive bene e non ci sono assilli o obblighi oberanti.

Ogni tanto facciamo pure qualche lavoretto, ci siamo dati dei turni per pulire il piazzale, innaffiare le aiuole curare i fori togliere le erbacce. Tutti lavoretti che non costano fatiche e che aiutano a mantenere in ordine il piazzale condominiale.

Ci sono anche dei campi giochi, i più giovani si divertono con il campo di pallavolo oppure con il campo di pallacanestro mi piace chiamarli così sono ancora un italiano di vecchio stampo, le denominazioni volley o basket sono copiate dagli americani.

Che strano, alle volte ne parliamo fra noi, questa mania di copiare le parole straniere, è così bello parlare italiano, bello rotondo dolce nella pronuncia senza quei raschiamenti di gola e di lingua, senza cappa o doppia v o ipsilon e quant'altro. Vuoi mettere dire pallacanestro invece che basket? Non c'è confronto.

Oh, sto divagando... i pensieri volano e alle volte prendono vita propria sviluppandosi in scie auto generanti, basta una scintilla per farne nascere continuamente di nuovi. Però, che cosa fantastica la mente umana, senza muoversi ti porta in qualsiasi posto e tempo dell'universo, credo che nessuno riuscirà ad esplorarne mai le vere capacità.

Comunque ritorno al nostro piazzale, dicevo dei più giovani che oltre ai due campi da gioco hanno anche la possibilità di sgranchirsi correndo più o meno velocemente lungo i vialetti (qui gli americani ci hanno regalato la parola footing... tzè...), inoltre ci sono anche dei tavoli da ping pong.

Per noi meno giovani ci sono le classiche bocce, alle volte facciamo delle gare con i più giovani, e la differenza si nota. I giovani sono impetuosi e riflettono poco tendendo al gioco individuale mentre, e non faccio per vantare la categoria dei meno giovani, noi siamo più riflessivi e collaborativi, dosiamo le forze e controlliamo i nostri istinti e, quasi sempre, li stracciamo letteralmente.

La stessa cosa succede quando si gioca a briscola, tressette o allo scopone scientifico. Invece ai giochi americani, poker, black-jack ecc. sono loro a stracciarci. Ecco perché ci affrontiamo alternativamente, per mantenere la coesione e riderci anche un po' sopra con battute bonarie e allegre prese in giro.
D'altronde lo sanno tutti che a perdere sempre ci si stanca e ugualmente a vincere sempre ci si annoia e il gioco perde, in tutti i due i casi, di interesse e di spirito di competizione e alla fine ci rimette pure l'amicizia.

A mezzogiorno si pranza, possiamo scegliere se pranzare tutti assieme nella sala comune oppure nella propria camera, che è dotata di un piccolo fornello se qualcuno non ha appetito, ci si può fare un tè o qualcosa di leggero, ma lo si usa solamente d'inverno quando arrivano i raffreddori o le influenze.

Il pomeriggio, per chi vuole, c'è la possibilità di concedersi un riposino, altrimenti si scende di nuovo nel piazzale oppure, visto che c'è ed è sempre aperta, abbiamo a disposizione una piccola ma fornitissima biblioteca ed anche una sala con televisore e lettore per gustare il vari telegiornali o un bel film in videocassetta o in dvd.

Questa è la nostra giornata, serena, tranquilla, con tanti amici con cui condividerla.

Alla sera, una bella doccia e poi la cena verso le 19,00, quindi dopo un po' di chiacchiere verso le 10, anzi diciamo alle 22,00, torniamo tutti nei nostri alloggi, non abbiamo dei grossi obblighi, uno dei pochi è quello di ritirarsi a quest'ora, ma non è un obbligo pesante, anzi alle volte ci ritiriamo pure prima.

Una cosa alla sera mi colpisce di più, e non solo alla sera ma anche di giorno, ogni volta che guardo dalla finestra vedo tanta gente oltre il muro che delimita il nostro piazzale.
Strana gente, sempre di corsa, che discutono animatamente lungo la strada, che suonano le trombe delle loro auto se qualcuno attraversa la strada e di conseguenza, quelli che attraversano la strada che inveiscono con parolacce, insulti e gestacci contro gli chi è in auto.
Corrono per andare al lavoro o a fare le spese. Corrono per tornare alle proprie case. Corrono per tutto il giorno fino a sera parlando al telefonino, arrabbiandosi, urlando gesticolando...

Mah... non invidio quella vita, sarà che io devo ancora scontare l'ergastolo per qualcosa che ho fatto trent'anni fa, ormai non mi ricordo più per cosa, ma non li invidio proprio.

Loro ci chiamano carcerati e si definiscono Liberi...

Io però... ho dei dubbi su questo, magari è il contrario ma lascio che si godano la loro libertà... se a loro piace così.

Oh hanno spento la luce... buona notte.
Domani sarà sicuramente un'altra bella giornata.

 

L.L.


Giuliano

Autore: Giuliano

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Avatar di Cristiano Sias
Cristiano Sias ha risposto alla discussione #103 4 Anni 4 Mesi fa
(sta a vedere che ora il più giovane sono io, senza nipoti e con due figli poco più che ventenni...)
Avatar di Giuliano
Giuliano ha risposto alla discussione #102 4 Anni 4 Mesi fa
hahaha io mio ha 11 anni... sono ancora un nonno in erba, pure in questo campo sono un apprendista, ma a detta del mio nipotino sono un nonno in gamba... hehehe ;)
ti assicuro che mi sto divertendo anch'io, da pazzi!
congratulazioni per i tuoi ometti :D
Avatar di ester
ester ha risposto alla discussione #101 4 Anni 4 Mesi fa
Senti, ragazzino, non hai scuse, qui la "nonna" più anziana sono io (credo: sono del '48 e ho già due nipoti, di cui uno già liceale!) e mi sto divertendo, nonostante i miei guai... :cheer:
Avatar di Giuliano
Giuliano ha risposto alla discussione #100 4 Anni 4 Mesi fa
Ah, quanto devo ancora imparare... devo tenere allenata la mia mente nonnesca :lol:
Avatar di ester
ester ha risposto alla discussione #99 4 Anni 4 Mesi fa
Credo che il merito sia tutto di Cristiano ;) e ha fatto benissimo. Ciao. :)
Avatar di Cristiano Sias
Cristiano Sias ha risposto alla discussione #98 4 Anni 4 Mesi fa
Come ti ho detto sul brano, l'ho fatto io Giuliano...:)
Mea Culpa, ma chiunque può farlo in automatico, basta mettere un commento nella finestrella di parlane nel forum invece che nei commenti in fondo al brano e succede questo, in automatico in discussioni letterarie. Accade lo stesso nella categoria Supporto. Bello no? Ma chi s'è inventato sta cosa da pazzi dev'essere un geniaccio :P
Avatar di Giuliano
Giuliano ha risposto alla discussione #97 4 Anni 4 Mesi fa
Acc... non mi ero accorto che fosse finito anche qui, e non saprei nemmeno come... mi sembrava di averlo solo pubblicato normalmente... forse ho cliccato qualcosa in più senza accorgermene... eh, sarà la carta d'identità... ;)

Grazie a te e Cristiano per i vostri interventi, diciamo che il racconto è un pochino anacronistico, ma non del tutto, esistono delle carceri dove chi deve scontare lunghi periodi hanno un sistema diverso, diciamo un pochino più tranquillo, (forse di questo si dovrebbe dare atto al defunto Marco Pannella), solitamente sono dislocati in comuni più piccoli, quelli delle grosse città sono sempre stracolmi...

Salutoni a entrambi
Avatar di ester
ester ha risposto alla discussione #77 4 Anni 5 Mesi fa
Tu l'hai scritto: vivono a spese degli altri "là fuori"...
Salgari sognava a proprie spese...

...A mezzogiorno si pranza, possiamo scegliere se pranzare tutti assieme nella sala comune oppure...
da questo punto in poi si comincia a sospettare qualcosa... ed è quel qualcosa di vita obbligatoriamente sempre uguale, in comune, volente o nolente, seguendo regole DA ALTRI STABILITE, che non preferirei mai.
Preferisco correre, assumermi le mie responsabilità, ma scegliere fin dove è possibile.
Aspetti negativi esistono da ambo le parti del muro, ognuno scelga la parte che preferisce, se utopisticamente fosse possibile e se dentro fosse così rosea.
Io preferisco correre come una matta, ma a modo mio... ciascuno a modo suo... i barboni sono fuori, insieme ai colletti bianchi, non corrono, non rispettano orari...
Sarà che ho sempre odiato gli appuntamenti, gli orari fissi :-) non indosso nulla di firmato, per puro caso, o perché certe cose non mi piacciono, ma trovo gratificante la responsabilità, il sano sudore...
Avatar di Cristiano Sias
Cristiano Sias ha risposto alla discussione #76 4 Anni 5 Mesi fa
Non solo recupero, credo anzi che ci sarebbero molti più criminali.
Viene voglia infatti di semplificare sull'erba del vicino più verde, ma si può anche andare oltre i limiti della psicologia umana, virtualizzando una realtà inesistente per poter reggere il quotidiano e sopravvivere. Dimentichiamo per un attimo i motivi per i quali uno si trova lì. Certamente, se le carceri fossero così, uno come me che a quell'età lavora ancora, consapevole di lavorare fino alla fine dei suoi giorni, probabilmente si darebbe all'illegalità. Così non è, per fortuna e disgrazia, ma poiché anch'io amo le provocazioni forse la domanda da farsi è: da che parte del muro è il "vero carcere"? Chi sono i veri schiavi contemporanei? Quelli che schizzano per strada e investirebbero anche la mamma pur di timbrare il cartellino in orario, per ritrovarsi tutti incravattati all'autogrill a bere un capuccino repellente, o coloro che là dentro, pur tra disagi sporcizia ingiustizia e celle affollate, vivono a spese degli altri "là fuori" un tempo libero che noi sogniamo, magari per leggere, studiare, esprimere la loro arte, conoscere...c'è gente che ha scritto capolavori vivendo in una stanzetta della propria casa, come Salgari, che si sentiva libero solo a sognare quei luoghi lontani. Questo è un uomo libero? Siamo liberi noi, che da anni non possiamo nemmeno votare chi deve governarci?
E anche Facebook, e tante distorsioni del virtuale, o condizionamenti patologici del reale, non sono forse una prigione ancora peggiore?
Avatar di ester
ester ha risposto alla discussione #74 4 Anni 5 Mesi fa
Per caso non hai idealizzato un po' questo luogo "di pena"? Se davvero le carceri fossero così, forse ci sarebbe un vero recupero di molti reclusi.
Ma non credo esistano luoghi così, purtroppo, ma il paradosso dei matti che, fuori, corrono liberi regge comunque :-)
Avatar di Cristiano Sias
Cristiano Sias ha risposto alla discussione #73 4 Anni 5 Mesi fa
Bellissimo brano, quasi irritante all'inizio per l'invidia che suscita questo paradiso che chiude con un pugno nello stomaco sulla relatività delle cose e la realtà vera. Un argomento stimolante, presentato con stile e crudezza da una bella e amara "penna vivente".
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C'è chi dice no, c'è chi dice no, io sono un uomo. (V.Rossi))
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ester - ha risposto al commento n. 727 di La Notte

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