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Scritto da Cristiano Sias. Pubblicato in Poesie il 13 Mag 2016.
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borbera

Non ricordo quante lune c'erano

sopra il Borbera, a farci la corte
né quante notti in quella notte
ho rivissuto respirando forte
e non saprei scrivere della magia
quel senso del tempo così immobile
nel cielo dipinto da un dio amico
di nuovo nobile artista dell'anima
fra gli argini semplici, un equilibrista
sul filo tacito dell'emozione.

Solo le pene eran scomparse
discrete ed in segno di rispetto
pazienti al sorriso, all'allegria
e carezze di luce sul tuo viso
brillavano mentre andavi via.
Pensieri fusi in uno sguardo
come quell'ago che cuce e ricuce
desiderio e purezza in un temporale
di dolce passione, senza far male.

Dimmi com'è che rivedo l'ora
d'un avvolgersi lento di eternità
e un volo mai fatto se volo ancora
dentro un germoglio, come un dispetto
che saggia diventa anche la follia
in questo spazio che spazio non ha.
Dimmi d'un cuore, in attesa nel petto.
Dimmi com'è che di quella sera
ricordo soltanto che andavi via.


Cristiano Sias

65 933 68

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  • Sì ho fatto qualche pasticcio, l'ho sistemata al secondo caffé :).

  • Immagine illuminante, valeva la pena...

  • E' così che accade che si ricorda l'ultima scena a struggere nella mancanza che si fa più accanita dentro il sommesso battito del cuore. Cris è questa Terra tua radice che ti ha dato in dote lo sguardo di chi vede oltre i confini ed il sentimento descrivi come se dipingessi. Grazie, leggerti mi gratifica

  • Forse è così, non so, la terra che scorre nelle vene, anche ingrata, che non ti lascia mai soddisfatto. Dividerla con gli amici, con umiltà, può aiutare a vedere meglio, a comprendersi di più. Grazie amica mia.

  • 31100 Treviso TV, Italy

    Questo è il Cristiano che ricordavo nel vecchio sito, il Cristiano che ti prende per mano, ti fa viaggiare con la mente fra le sue descrizioni di sentimenti a 360 gradi.
    Ecco, questa poesia che in certi momenti ha uno scorrere sereno e in certi momenti sembra inceppi il cuore...

    Poi, io nato a Serravalle Scrivia, nonostante siano anni che non ci torno, ricordo i luoghi e me li hai fatti rivedere...
    Ciao Cristiano

  • Non lo sapevo Giuliano, pensa che ho vissuto un anno dalle tue parti, a Marghera, due anni fa. Sulla strada tra Mestre e Treviso andavo a comprare il mirto. Sembra che passi poco qui perché sto lavorando di lima sul sito, nel poco tempo libero. Lo faccio per tutti noi. Grazie, per le tue parole, perché è questo, sia mio, sia tuo e di tutti, che non volevo si perdesse.

  • Delle tue poesie che ho letto questa mi segna maggiormente. Mi piacciono i salti da punti di vista ad altri.

  • Grazie Marco, ha segnato anche me, sono contento di averlo trasmesso. Spero anche di essere più presente e partecipe qui in futuro, devo ancora rifinire in backend alcune aggiustatine sul sito e sarò con voi.

  • Messina, Province of Messina, Italy

    .Riecco il Cristiano che conosco e amo. Mi scuso per l'assenza, il tempo che riesco a ritagliare per me stessa fra i vari impegni è davvero poco. CHE GIOIA TORNARE TRA VOI !!! .A. breve mi arriverà il tuo libro, non vedo l'ora . :D

  • Questi versi bellissimi si spiegano da soli, ma mi piace spendere qualche parola (presunzione la mia?), non per arricchirne la bellezza, ma, semplicemente, per spiegare cosa mi hanno trasmesso.
    “Non ricordo quante lune c’erano…”, il cammino senza freni dei ricordi del poeta , in quel momento teso all’ascolto e mimetizzato con il paesaggio circostante, sembrerebbe dubbioso , ma le luci lunari , volutamente considerate tante, lo fanno “…respirare forte…” , “…nel cielo dipinto da un dio amico…” .
    Teso all’ascolto, “… sul filo tacito dell’emozione…” , vive il canto del borbera che non nasconde segreti e suggerisce una corrente di vita presente e vivibile; in quello “…spazio che spazio non ha…” , anche la “…follìa diventa saggia…”., ed è l’amore, che si svela in quel presente nella sua massima potenza.
    Nell’intimo raccoglitore che conserva “…desiderio e purezza in un temporale/di dolce passione, senza far male” , il ricordo si affievolisce e non turba più , “…Dimmi com’è che di quella sera/ricordo soltanto che andavi via”. Il poeta non recide le radici dell’amore ma le conserva , senza timore di esserne travolto.
    Ciò che rimane nella vita, alla fine, sono: “ …i ricordi dei momenti che hai vissuto e ti hanno fatto felice. La tua ricchezza non è chiusa in una cassaforte, ma nella tua mente. E’ nelle emozioni che hai provato dentro la tua anima” (Alda Merini)

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Pensiamo che le nostre scelte possano cambiarci la vita, ma la verità è che spesso cambiano quella degli altri. (C.Sias)
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