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Scritto da Nuovapoesia. Pubblicato in Eventi e notizie il 17 Giu 2022.
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ABBIAMO DECISO DI METTERE IN PAUSA IL GRUPPO FACEBOOK, perché ha ormai esaurito la sua funzione primaria di comunicazione poetica e sociale nella quale crediamo e che ne aveva spinto l'apertura. Nemmeno in un mondo virtuale la realtà può essere ignorata: quando si costruisce una casa nei pressi di una discarica, non si fa certo l'ingresso sulla discarica, ma avevamo pensato che potesse essere un luogo di incontro, come l'anticamera di una realtà positiva. Con questo non vogliamo dire che Facebook sia una discarica, ma di certo non è più una realtà positiva.
Non si può crescere e confrontare arte e letteratura in una piazza che si trova agli antipodi del nostro amore per la poesia, un luogo che privilegia ed esalta la persona, mettendola al centro del mondo, ma di fatto soffocandola per controllarla e appiattirla. Una vetrina illusoria ed effimera e la manipolazione delle menti per fini puramente commerciali sono esattamente il contrario di quello che vorremmo. È anche successo che ultimamente qualcuno, più egocentrico e presuntuoso che artista, ci abbia scambiato per una piazzetta dove mettere il suo banchetto di novità, magari togliendo spazio a qualcun altro, o dar sfogo alla propria mania esibizionistica, senza la minima partecipazione o interesse per quello che gli stava intorno, e soprattutto per chi, in questa "piazzetta", lo ospitava.
Il tentativo di spiegarsi è finito con una porta sbattuta in faccia e la frase "Non voglio più sentire neanche l'odore dei tuoi gruppi", perché questo fa ormai il social nella sua costante involuzione dell'ultimo decennio: dandoti l'impressione di essere importante passa la nota livella su una società inerme e inconsapevole, rendendola egoista e insicura, modificando gradualmente regole e plasmando netiquette a suo piacimento in modo quasi inavvertibile per la gente, che si autoconsegna così automaticamente all'oblio futuro del nulla e alla raccolta di informazioni del potere.
La sensazione che ci si riduca a sopravvivere con e per un like è deprimente. È l'antitesi della comunicazione, alla quale si è sostituita in un ventennio la capacità di "influenzare" dei masters professionali di aziendale memoria. Oggi le tecniche si sono raffinate e lo dimostra lo spreco di cervelli a cui assistiamo quotidianamente. L'utopia finale, la maschera, della condivisione, in cui tutto si prende ma nulla si dà, comincia a dare i suoi frutti. Solo che qui non ci sono solo dei manager di mercato, ma un'umanità intera e una quotazione in borsa.
Per tutto questo, se qualcuno pensa che il mondo possa ancora essere diverso, ci potrete trovare su www.nuovapoesia.com.
Grazie.

Nuovapoesia

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  • Per quanto dispiaccia, certe "terapie" vanno affrontate con determinazione.
    Il meglio è qui e qui rimango, per il resto stiamo a vedere la forza è coesione e la coesione è forza...

    Ultima modifica commento 5 mesi fa da Carmen Cantatore
  • Tutto ben spiegato. FB ha però un merito, rivelare ciò che esattamente sono le persone. Sono sempre stata una persona schiva e lo ammetto anche un po' diffidente, però apro il cuore a chi mostra quel reciproco interesse e soprattutto lealtà. Quindi FB nel mio caso anche rispetto alla Poesia mi ha mostrato un lato che forse non vedevo negli altri (parlo di amici, conoscenti e forse anche qualche parente). Se Nuovapoesia tiene fermamente alla propria identità, all'accoglienza di "anime" sensibili, creative, che giustamente necessitano di progredire attraverso il confronto e il dialogo, la allora è giusta la scelta di allontanarsi da un luogo, che se pur virtuale, non offre ciò che questa piccola (spero in crescita) comunità aspira.

  • Molti non capiranno, almeno non subito. Vedete, i media hanno soprattutto una meta, quella commerciale. Non è un caso che questo termine sia anche il nome della nuova multinazionale. Chi dice di essere al servizio del pubblico mente. Fornire un servizio al pubblico ed esserne al servizio sono due cose differenti. Il loro atteggiamento è il medesimo dello spacciatore che dà la droga al tossico. Egli dice: "Non gliela darei se non me la chiedesse". Ambedue si dichiarano innocenti, fino al punto di crederci loro stessi, ma in realtà hanno fatto in modo che ciò accadesse.. Essi sono dei creatori del bisogno, non dei benefattori.

  • Sono d'accordo col mettere in pausa il gruppo su FB, purtroppo devo ammettere che una platea di poeti e scrittori con un alto grado di sensibilità e cultura, non possono alla fine mischiarsi con un semplice social sia FB o altri, dove tra l'altro non c'è un confronto diretto come in Nuovapoesia. Si è fatta una prova e comunque non è andata tanto male, però come ho già detto qui il confronto è sicuramente più idoneo, anche perché qualora ci sia un "dialogo" per un post o su una discussione è automaticamente inerente e senza considerare i famosi like di qualcuno senza che essi sappiano veramente il senso di quello che si scrive.
    Ricordo con il caro amico Cris, di quanta effervescenza che caratterizzava i nostri confronti, spesso al limite della rissa ma sempre con educazione e li non c'era Social che teneva.
    Ritorniamo a qui tempi, sarebbe bello un confronto on line di persona con magari video chiamate di gruppo fatte per discutere i nostri scritti.
    Sarebbe simpatico, almeno si avrebbe la possibilità di conoscersi perché no, on line.
    Buona conversazione a tutti e un saluto a Cris, mio fratello nella buona e cattiva sorte nell'etere...

  • Perbacco Sergio, oltre al tornare indietro di anni leggendoti, e in questo caso guardare indietro sarebbe già un bell'andare avanti, hai lanciato un paio di idee intriganti non poco. Vediamo come va nel futuro e appena ho terminato dei lavori in corso sul background del sito, comincio a far girare le rotelle stanche. In fondo non siamo così tanto arrugginiti no, e qualcosa la possiamo smuovere ancora ;).

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Pensiamo che le nostre scelte possano cambiarci la vita, ma la verità è che spesso cambiano quella degli altri. (C.Sias)
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