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Scritto da Cristiano Sias. Pubblicato in Eventi e notizie il 03 Dic 2020.
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C'è una mafia di cui non si parla mai, una mafia sommersa che danneggia la cultura italiana sommergendo le perle con la spazzatura e che da anni sfrutta la gente come e peggio dell'usura, perché approfitta dei sentimenti più intimi delle persone e del loro pudore, ed è la mafia della piccola editoria.
 
Cosa fanno? Pubblicano i libri, dietro pagamento. E cosa c'è di strano? Apparentemente nulla. Di fatto invece fanno dei contratti capestro, quando li fanno, si fanno pagare una cifra per una certa tiratura, poi stampano il libro, bello o brutto che sia, spesso senza neanche leggerlo. Va bene? No, è vero che lo scrittore è felice che qualcuno gli pubblichi il suo libro, lui si fida, ma non saprà mai che questi "editori", ottimi faccendieri imbonitori e parolai, non realizzeranno MAI "quella tiratura", né lui avrà MAI una documentazione in merito e, se ne stampano qualcuno in più, MAI riceverà i diritti d'autore promessi per le vendite. Perché? Perché in realtà questo scrittore sta pagando solo le poche copie, 10 o 30, che acquista lui, e se qualcuno ne ordina una all'editore successivamente si sentirà rispondere, molto probabilmente, che le copie sono "esaurite". Questi sedicenti editori dunque truffano gli scrittori, loro non stampano libri, ma "li bruciano", perché nessuno li avrà mai, se non dietro il lavoro e l'impegno testardo dello scrittore stesso che ne ordina (e acquista) altri.
 
A ciò si aggiunge l'atteggiamento delle grandi distribuzioni, tipo Amazon o Ibs per esempio, che, furbamente, ben conoscendo il problema, mettono in catalogo gli Isbn usciti, quasi sempre senza avere alcun accordo con il piccolo editore, salvo poi rispondere all'acquirente on line (che ha già pagato) che "il libro non è disponile", e proponendone quindi uno in sostituzione a loro piacimento, ovviamente sempre un best seller. Ne vendono tantissimi, perché il serbatoio da cui attingere è grande: 50/60mila libri all'anno destinati al nulla.
 
E tutto questo accade quando il libro viene stampato, perché succede anche che dopo il pagamento "l'editore"..."scompaia". Passa il tempo, fra tante difficoltà di comunicazione, e magari pubblica dopo mesi, o anni, con mille scuse e motivazioni, se è gentile, o con arroganza e prepotenza se non lo è; oppure non pubblica affatto, truffando in modo più sfacciato il povero "cliente" che, per la vergogna d'essersi pagato il suo libro, spesso sta zitto. E se chiede informazioni riceverà oltre al danno la beffa di sentirsi rispondere che non ha letto bene gli accordi, o le mail, che "il libro non si vende" o che è colpa dei costi di distribuzione, distribuzione che questi signori non hanno mai sognato di utilizzare, intascando anche quell'ulteriore guadagno. Molte di queste "associazioni a delinquere" non hanno una Pec, un'organizzazione, sono costituite da una o due persone, ti telefonano con numero anonimo, hanno un sito autoreferenziale e mal gestito, sovente rispondono alle mail in modo robotizzato, hanno coperture importanti, usano referenze inesistenti e non hanno neppure una sede contattabile, ma una casella postale.
 
Questo è quanto è successo, per esempio, al sottoscritto, con una delle fondazioni più "famose" d'Italia, nei confronti della quale ho avviato un'azione legale. Di editori come questo ne ho incontrato tantissimi. Più o meno così è stato con la maggior parte degli editori con cui ho avuto a che fare. Vi assicuro, signori, parliamo di migliaia di persone prese in giro, e vi sto raccontando solo la punta dell'iceberg di questo fenomeno di deprimente corruzione italiana.
 
Cristiano Sias
 

Cristiano Sias

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Se gli uomini non commettessero sciocchezze, non accadrebbe nulla di intelligente. (L.Wittgenstein)
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