nuovapoesia.com


La libreria più grande del mondo!


La libreria più grande del mondo!

1 1 1 1 1

Log in to rate the song


Average satisfaction 4.00 (3 Votes)

 

 

     Conoscevo la sua storia; lei conosceva la mia. Non intendevo sentirmi ripetere ciò che avevo più volte appreso di lei. Elide, sensibile al mio umore, ricambiò il saluto con cortesia e mi fece cenno di entrare senza però tentare alcun approccio verbale. Frugò nella tasca della vestaglia dai bordi untuosi, ne estrasse delle chiavi e trovata quella della mia camera me la porse. Emise un languido sospiro. 

Poi: - semo fatti per soffrir – rimuginò e si allontanò lungo il corridoio ciabattando.

Stetti a guardarla, ne osservai l’ancheggiare sinuoso e mi diressi verso la camera. Nella stanza percepii odore di muffa; l’intonaco delle pareti era scrostato e salmastro. Gli arredi sgangherati rivelavano i segni del tempo. Provai un penoso senso di abbattimento, di sconsolato abbandono.

     Il mesto desiderio di morte mi aveva ormai sopraffatto.

Triste scenario per l’epilogo di una vita!  La solitudine mi sottraeva alla visione pietosa dei miei cari e ai loro affetti, all’ultimo bacio, all’ultima carezza, al dolce suono delle loro voci.

Da giorni ascoltavo ossessivamente il Valzer Triste e Il Cigno di Tuonela di Sibelius e la voglia di risentirli mi prese. 

     Feci cadere il mio corpo supino sul letto e mi immersi nell’audizione mentale di quella melanconica musica. Meditai: “Cigno che nuoti nelle acque di Tuonela canta per me e in me ravviva il desiderio di morte per ricongiungermi a lei che mi aspetta impaziente… Non può più attendere.  E questo valzer triste mi trascini nell’altra vita dov’è colei che mi ama “.

     Una macchia giallastra si stagliava sul soffitto e appariva ai miei occhi la angosciante figura di una larva, influsso della mia psicologia.

Mi sovvennero i test di Rorschach. Le mie angosce i mie conflitti erano riassunti in uno psicogramma. La memoria si dipanò: i ricordi riaffiorarono repentini e confusi in una commistione di immagini, come in una pellicola di film, cui avessero mescolato i fotogrammi.

Rivivevo spaccati di vita: la mia adolescenza, le occasioni mancate, gli errori compiuti, gli amori finiti e quelli mai cominciati.

Ricordai il primo incontro con Liliana, l’emozione che provai, rammentai l’irrequieto palpitare del mio cuore irrequieto.

Svaniva in me la speranza.

Disarmato, attendevo l’Amazzone falcidiante che si avvicinava con ghigno sarcastico e beffardo. Si presentava “mio io tacito” me stesso conosciuto e misconosciuto, stimato ed amato, disprezzato e odiato.

Pensai ai contesti in cui ero stato coerente e controverso, limpido e opaco, probo e disonesto; alle occasioni in cui ero stato buono e malvagio; alle circostanze nelle quali la vita mi aveva reso leale ed infido, disgraziato e fortunato, capace ed inetto…indulgente e severo.

Chi sono, chi sono stato, cosa sarò? E dopo?

 

Pensavo:

La mia vita declina e non mi è dato sapere se la mia anima vagherà inquieta nella prateria degli Asfodeli, se sprofonderà negli abissi del Tartaro e se come Teseo sarò imprigionato per sempre nella sedia dell’oblio, se sarò attorniato da sibilanti serpenti, fustigato dalle Moire,

 

5 Dislike3

About the Author Gianfranco Pasanisi

FaLang translation system by Faboba

If you like this site, considered to give even a small help for subsistence. Thank you



Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare. (Seneca)
Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare. (Seneca)
  • Online Users: 0
  • Offline Users: 52
  • Guests: 112
56 Users 578 Articles 868450 Articles View Hits

Thanks to Nuovapoesia

The latest news to Nuovapoesia on your desktop 

The latest news to Nuovapoesia on your desktop   Timeline

Change the light/dark look