Sappi, quando entri nella mia città molle
varchi il tempio della solitudine che amo.
Circonfusa dell'altrui fragore accendo silente
il mio interiore abbacinato di tenui colori.
Nel tempio della mia solitudine stai accorto,
il lento scalpiccio dei tuoi passi turba lo spirito.
Sappi, quando entri nella mia città silente,
governata dal fragore,
d'un tratto spegne la mente ogni sentire.
Paga al pellegrinaggio del cuore che tace
ascolto il fruscio dei pensieri che s'affastellano.
Sappi, quando entri nella mia città d'acqua
è fugace il sentiero che mena al tempio funebre,
vestibolo dimentico e gineceo dei miei propositi,
teca funeraria di chiassosi e ignari compagni.
Sappi, quando varchi la soglia ne calchi il suolo,
in orme sparse tra ciuffi d'erba antica e arsa,
acciottolato del tempio funebre d'ogni rumore.

 

 

2 Dislike0