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  1. MILANO (ITALPRESS) - Sedici misure cautelari eseguite dei Caravinieri, su richiesta della Procura di Milano, con l'accusa di "attivita' organizzate per il traffico illecito di rifiuti", "gestione di rifiuti non autorizzata" e "realizzazione di discariche abusive, in Piemonte, Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Nel corso delle indagini sono stati denunciati in stato di liberta' altri 7 indagati nonche' sono state sottoposte a sequestro 7 aziende operanti nel campo del trattamento dei rifiuti e 9 capannoni industriali, vari automezzi - anche appartenenti a societa' di trasporto - utilizzati nelle attivita' criminali, per un importo complessivo di circa 6 milioni di euro. Le indagini condotte dal Nucleo Operativo Ecologico Carabinieri di Milano e coordinate dalla DDA di Milano, hanno consentito di individuare l'esistenza di un gruppo criminale operante nel campo del trattamento e trasporto dei rifiuti, dedito alla gestione e smaltimento illecito di ingenti quantitativi di rifiuti - costituiti da rifiuti indifferenziati urbani, da produzioni industriali e artigianali nonche' da rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) stimati, nel complesso, in oltre 24.000 tonnellate - provenienti prevalentemente, su diversi canali, da varie regioni del Nord Italia, attraverso lo stoccaggio ed il successivo abbandono in capannoni industriali dismessi. (ITALPRESS) - (SEGUE).
  2. (ANSA) - MILANO, 20 OTT - Un uomo di 46 anni è stato arrestato dai carabinieri per rapina aggravata, sequestro di persona e porto di arma clandestina dopo aver fatto irruzione in una banca di Cassina de' Pecchi (Milano). I militari del nucleo Radiomobile di Cassano d'Adda sono intervenuti attorno alle 13 di ieri quando il rapinatore, assieme a un complice, stava uscendo dalla filiale subito dopo aver portato via un bottino da 57mila euro. La rapina è iniziata alle 12.10, i due banditi sono entrati col volto coperto dalla mascherina e da un cappello, hanno puntato una pistola alla tempia di una delle due dipendenti ordinandole di aprire le due casse temporizzate. I rapinatori hanno atteso 40 minuti, ovvero il tempo tecnico per l'apertura, e nel frattempo hanno chiuso le cassiere e due clienti in una stanza. Allo sblocco delle cassaforti hanno preso i contanti e sono usciti velocemente, attirando l'attenzione di una pattuglia dei carabinieri che passava lì davanti in quel momento. I militari non potevano sapere della rapina in corso ma nel dubbio hanno inseguito la coppia, riuscendo a fermare il 46enne, che ha precedenti specifici e attualmente era sottoposto alla sorveglianza speciale. Nel borsello gli hanno trovato due pistole, una calibro 38 e un'altra 9x21, entrambe con i colpi inseriti. Nel giubbotto, invece, nascondeva una busta di plastica con i 57mila euro e le fascette da elettricista usate per legare gli ostaggi. Gli investigatori stanno cercando il complice e intanto verificano se i due abbiano commesso altre rapine dello stesso tipo. (ANSA).
  3. (ANSA) - BOLOGNA, 20 OTT - Avrebbe assoldato tre killer per uccidere un collega, che riteneva responsabile delle difficoltà finanziarie in cui era finita la sua azienda per il mancato pagamento di un consistente debito. Era questo, secondo i carabinieri, il retroscena di un incidente stradale avvenuto il 19 giugno 2019 a Molinella, nel Bolognese. La vittima, un imprenditore di 49 anni, era stato travolto da un'Alfa 156 mentre andava al lavoro in bicicletta, restando seriamente ferito e riportando lesioni guaribili in 60 giorni. Gli accertamenti hanno rivelato che l'uomo sarebbe stato investito di proposito dalle persone che erano sull'auto, incaricate di ucciderlo da un altro imprenditore, ritenuto il mandante del tentato omicidio. Al termine dell'indagine 'Conti in pari', condotta dai Carabinieri della Compagnia di Molinella, stamani sono state eseguite nel Foggiano tre ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Gip di Bologna a carico dei tre presunti 'sicari', tutti di Cerignola di 25, 33 e 40 anni. Sono accusati di tentato omicidio premeditato e del furto dell'Alfa utilizzata per l'investimento, risultata rubata a Imola qualche giorno prima dell'incidente. I tre sono stati portati in carcere a Foggia. L'imprenditore ritenuto il mandante è un 44enne di Forlì. L'uomo era già stato raggiunto lo scorso 15 aprile da una misura cautelare, sempre per tentato omicidio, e dopo un periodo trascorso in carcere a Bologna si trova ora agli arresti domiciliari. (ANSA).
  4. (ANSA) - ORISTANO, 20 OTT - Avvicinavano i sacerdoti o si presentavano nelle varie strutture ecclesiastiche e spacciandosi come esperti restauratori, mostrando anche false referenze e documentazione, riuscivano a farsi consegnare beni della Chiesa, soprattutto oggetti di argento, per restaurarli a prezzi bassi. Ma prima della riconsegna del materiale chiedevano il pagamento di una somma molto più alta. E' quanto hanno scoperto i carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio che, con il coordinamento della Procura di Oristano, hanno sgominato una banda di otto falsi restauratori che ha messo a segno dal 2017 circa un centinaio di truffe e di estorsioni nelle Chiese. Secondo gli investigatori, per giustificare il prezzo più alto del restauro, i malviventi dicevano che erano state necessarie complesse operazioni che avevano fatto lievitare i costi. In altre occasioni si sono addirittura fatti dare gioielli ed ex voto da fondere per utilizzare il metallo per il restauro. Se i parroci poi si rifiutavano di pagare o esprimevano perplessità, i falsi restauratori li minacciavano di non restituire più i beni e di informare la Curia o la soprintendenza del fatto che, senza autorizzazione, avevano consegnato loro beni culturali tutelati. Hanno agito soprattutto in Sardegna, ma secondo gli investigatori non è escluso che avessero già messo in piedi li stesso modus operandi in altre regioni d'Italia. Le otto ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip di Oristano sono state notificate a Fontanella (Bergamo), Samarate (Varese), Bologna e Labico (Roma). Tre persone sono finite in carcere, due agli arresti domiciliari e altri tre sottoposte a all'obbligo di dimora nel comune di residenza. Le persone coinvolte sono tutte di etnia rom e quattro di loro percepivano il reddito di cittadinanza. (ANSA).
  5. Reggio Emilia, 20 ott. (Adnkronos) - Nel sottotetto condominiale aveva ricavato un'area adibita a essiccatoio dove aveva stoccato oltre un chilo e mezzo di marjuana. A scoprirlo i carabinieri della stazione di Sant'Ilario d'Enza, nel Reggiano, che, con l'accusa di detenzione di sostanze stupefacenti, hanno denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Bologna uno studente 17enne residente in Val d'Enza. Al giovane i militari hanno sequestrato circa un chilo e mezzo di marjuana e una stufetta elettrica che aveva probabilmente la funzione di accelerare il processo di essicazione dello stupefacente. Vista l'ingente partita di droga, i militari di Sant'Ilario d'Enza stanno indagando ora per ricostruire la rete attorno al minore, nell'ipotesi investigativa che possano essere coinvolte altre persone. (Adl/Adnkronos)
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