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TOPIC: Dialogo di un venditore d'almanacchi e di un passeggere

Dialogo di un venditore d'almanacchi e di un passeggere 2 years 10 months ago #220

Dialogo di un venditore d’almanacchi e di un passeggere...

Dialogo di un venditore d’almanacchi e di un passeggere

(Dalle Operette Morali di Giacomo Leopardi)

Reinterpretazione testo classico con variazione del punto di vista del narratore

 

 

Venditore.Almanacchi, almanacchi vecchi; lunari vecchi. Bisognano, signore, almanacchi?

Passeggere. Almanacchi per gli anni passati? Perché vendete almanacchi vecchi? Credete che siano stati felici gli anni decorsi?

Venditore.Oh illustrissimo, si, certo.

Passeggere.Come quest’anno passato?

Venditore.Più, più assai.

Passeggere.Come quello di là?

Venditore. Più, più, illustrissimo

Passeggere.Ma come qual altro? Vi piacerebb’egli che l’anno nuovo fosse come qualcuno di questi anni ultimi?

Venditore:Signor sì, mi piacerebbe.

Passeggere.Quanti anni sono passati da che voi vendete almanacchi?

Venditore.Saranno vent’anni, illustrissimo

Passeggere.Sapreste dirmi a quale di codesti vent’anni vorreste che somigliasse l’anno venturo?

Venditore.Io? Lo so bene, signore.

Passeggere. Non vi ricordate di nessun anno in particolare che vi parresse infelice?

Venditore. Non in verità, illustrissimo.

Passeggere.E pure la vita non è una cosa bella. Non è vero?

Venditore.Cotesto si sa.

Passeggere.Tornereste voi a vivere cotesti vent’anni, anche tutto il tempo passato, cominciando da che nasceste?

Venditore.Eh, caro signore, piacesse a Dio che si potesse.

Passeggere.Ma se aveste a rifare la vita che avete fatta ne più e ne meno,con tutti i piaceri e i dispiaceri che avete passati, voi lo vorreste?

Venditore. Si. Cotesto vorrei.

Passeggere.Quindi altra vita non vorreste rifare? La vita che ho fatto io, o quella del principe, o di altro?

Venditore.No, illustrissimo.

 Passeggere.Quindi credete che io, e che il principe, e chiunque altro,risponderemmo come voi; e avendo a rifare la stessa vita che avessero fatta, tutti tornerebbero indietro?

Venditore.Lo credo cotesto.

Passeggere.E voi tornereste indietro con questo patto, non potendo in altro modo?

Venditore, Signor sì, davvero, tornerei. Vorrei una vita così come l’ho vissuta ne più e ne meno.

Passeggere.Non vorreste quindi una vita a caso.

Venditore.Signor no, davvero.

Passeggere.Io non vorrei saperne altro avanti come non si sa dell’anno nuovo.Così vorrei ancor io se avessi a rivivere, e così tutti. Ma questo è il segno che il caso, fino a tutto quest’anno, ha trattato tutti male. Esi vede chiaro che ciascuno è d’opinione che sia stato più o di più peso il male che il bene; se a patto di riavere la vita di prima, con tutto il suo bene e il suo male nessuno vorrebbe rinascere.

Venditore.Io vorrei riavere la vita di prima con tutti i piaceri e dispiaceri. Anche voi lo vorreste se solo pensaste che la vita vissuta vi appartiene e che senza i dispiaceri non esisterebbero neppure le gioie.

Passeggere. Quella vita ch’è una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non si conosce; non la vita passata, ma la futura.

Venditore.Illustrissimo, la vita passata è essa sola bella perché è già parte di noi e gli anni indietro sono stati già assaporati. Il caso fino a tutto quest’anno ci ha dato il bene dell’esistenza e questa ha più peso del male.

Passeggere.Avete ragione. A chi è dato sapere se con l’anno che verrà il caso ci lascerà in vita. Mostratemi i vostri almanacchi.

Venditore. Di che anno, signore?

Passeggere.Di tutti gli anni passati che avete.

Venditore.Ho quelli degli ultimi tre lustri.

Passeggere.Li compro tutti. Compro i ricordi!

Venditore.Sono stati felici per voi quegli anni, signore?

Passeggere. Sì, belli. Con i loro piaceri e i loro dispiaceri.

Venditore.Ecco, illustrissimo. Cotesti valgono duecento soldi.

Passeggere.Ecco duecento soldi.

Venditore.Grazie, illustrissimo: a rivederla.

- Almanacchi, almanacchi vecchi; lunari vecchi…Per rinverdire i   

  ricordi –

 

                                                               Gianfranco PASANISI

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Dialogo di un venditore d'almanacchi e di un passeggere 2 years 10 months ago #221

  • ester
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Molto interessante questa tua rivisitazione: potrebbe aprire molte riflessioni filosofiche forse diverse ancora o trovare chi parteggi per la versione di Leopardi e chi invece per questa tua, per cui la mando al Forum, sperando che altri intervengano.

Per conto mio già ti dico che preferisco questa tua versione, il cui perno è il nostro stesso vissuto, con gioie e dolori, cui nemmeno io vorrei rinunciare, o meglio non vorrei rinunciare a nessun attimo di gioia, di conoscenza, di crescita, solo per evitare le sofferenze che purtroppo sono comprese nel pacchetto.
Last Edit: 2 years 10 months ago by ester.
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Dialogo di un venditore d'almanacchi e di un passeggere 2 years 10 months ago #222

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La capacità di una mente eclettica si legge anche in testi di difficile riconversione. La cultura e la fantasiosa creatività hanno costruito questo brano che mi appare come un inno alla felicità, alla positività!
Copio-incollo qui sotto l'originale leopardiano per chi volesse rendersi conto della ricostruzione effettuata...

DIALOGO di un VENDITORE d’ALMANACCHI
e di un PASSEGGERE

Venditore. Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi. Bisognano, signore, almanacchi?
Passeggere. Almanacchi per l'anno nuovo?
Venditore. Si signore.
Passeggere. Credete che sarà felice quest'anno nuovo?
Venditore. Oh illustrissimo si, certo.
Passeggere. Come quest'anno passato?
Venditore. Più più assai.
Passeggere. Come quello di là?
Venditore. Più più, illustrissimo.
Passeggere. Ma come qual altro? Non vi piacerebb'egli che l'anno nuovo fosse come qualcuno di questi anni ultimi?
Venditore. Signor no, non mi piacerebbe.
Passeggere. Quanti anni nuovi sono passati da che voi vendete almanacchi?
Venditore. Saranno vent'anni, illustrissimo.
Passeggere. A quale di cotesti vent'anni vorreste che somigliasse l'anno venturo?
Venditore. Io? non saprei.
Passeggere. Non vi ricordate di nessun anno in particolare, che vi paresse felice?
Venditore. No in verità, illustrissimo.
Passeggere. E pure la vita è una cosa bella. Non è vero?
Venditore. Cotesto si sa.
Passeggere. Non tornereste voi a vivere cotesti vent'anni, e anche tutto il tempo passato, cominciando da che nasceste?
Venditore. Eh, caro signore, piacesse a Dio che si potesse.
Passeggere. Ma se aveste a rifare la vita che avete fatta né più né meno, con tutti i piaceri e i dispiaceri che avete passati?
Venditore. Cotesto non vorrei.
Passeggere. Oh che altra vita vorreste rifare? la vita ch'ho fatta io, o quella del principe, o di chi altro? O non credete che io, e che il principe, e che chiunque altro, risponderebbe come voi per l'appunto; e che avendo a rifare la stessa vita che avesse fatta, nessuno vorrebbe tornare indietro?
Venditore. Lo credo cotesto.
Passeggere. Né anche voi tornereste indietro con questo patto, non potendo in altro modo?
Venditore. Signor no davvero, non tornerei.
Passeggere. Oh che vita vorreste voi dunque?
Venditore. Vorrei una vita così, come Dio me la mandasse, senz'altri patti.
Passeggere. Una vita a caso, e non saperne altro avanti, come non si sa dell'anno nuovo?
Venditore. Appunto.
Passeggere. Così vorrei ancor io se avessi a rivivere, e così tutti. Ma questo è segno che il caso, fino a tutto quest'anno, ha trattato tutti male. E si vede chiaro che ciascuno è d'opinione che sia stato più o di più peso il male che gli e toccato, che il bene; se a patto di riavere la vita di prima, con tutto il suo bene e il suo male, nessuno vorrebbe rinascere. Quella vita ch'è una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non si conosce; non la vita passata, ma la futura. Coll'anno nuovo, il caso incomincerà a trattar bene voi e me e tutti gli altri, e si principierà la vita felice. Non è vero?
Venditore. Speriamo.
Passeggere. Dunque mostratemi l'almanacco più bello che avete.
Venditore. Ecco, illustrissimo. Cotesto vale trenta soldi.
Passeggere. Ecco trenta soldi.
Venditore. Grazie, illustrissimo: a rivederla. Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi.
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