È da qualche giorno in distribuzione il poema bilinque "Paris et Vienna" di Francesco e Cristiano Sias, un'opera unica nel suo genere, reinterpretazione poetica, non una semplice traduzione,  del poema originale di Francesco Sias in "limba" sarda del 1896. Sono due opere in una, un romanzo d'amore in versi, con la versione in sardo e quella in italiano in parallelo, che si rivolge agli appassionati di poesia sarda e italiana. In 8 canti e 878 ottave endecasillabe viene narrata, con la trama tipica dei romanzi cavallereschi medioevali, la storia dell'amore contrastato tra Vienna, figlia del Re del reame omonimo, e il giovane Paris, che frequenta il palazzo reale in quanto figlio di un banchiere che presta il denaro al Re. Per sfuggire all'ira del Re che scopre il legame fra i due, Paris scappa in Oriente, dove si dedica al commercio. Nel corso di varie vicende legate alla Guerra Santa si sviluppa il sorprendente finale, tra colpi di scena e episodi che toccano le corde del sentimento e dell'avventura. Il dialetto originale utilizzato è quello ghilarzese, "incontro - si legge nella prefazione dell'autore - di due lingue, di due diversi accenti dove il linguaggio di fondo logudorese si arricchisce di vocaboli del meridione, rendendo più ricco e spedito il discorso e più facile la comunicativa. E il tutto con una certa dolcezza di accento che lo differenzia da quello più marcato logudorese e più ancora da quello barbaricino e totalmente da quello campidanese". Particolare la firma dell'autore: nome cognome e località si desumono dalle prime lettere delle ultime ottave, così come per il traduttore, che con il suo omaggio intende restituire all'opera "il posto che le compete", oltre che fornire un valido strumento di studio per le generazioni future.

Disponibile in tutte le librerie cartacee e online, ordinabile anche su Amazon al link "Paris et Vienna".

 

 

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