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Scritto da Nuovapoesia. Pubblicato in Comunicazioni il 15 Mar 2023.
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Puntualmente, con una ciclicità più o meno regolare che farebbe felice il Vico e sorprenderebbe persino Sartre, nel nostro regno animale si ripresenta una nausea incontrollabile, con aghi impazziti nello stomaco che ci avvisano di una prorompente esplosione di dolore, vomito e diarrea.

Certamente stiamo ingurcitando troppe informazioni incompatibili e stralunate in continua azione e reazione fra loro. Ma l'effetto finale che scatenerà tutto questo non viene dai telegiornali catastrofici in crisi di ascolto o dalle disgrazie che avvengono ovunque e che ci vengono propinate ogni momento per conformarci alla sensazione della catastrofe imminente, bensì è nelle parole che vi ruotano intorno a milioni, le uniche atte a rappresentare l'enciclopedia della stupidità umana in un modo così totale e confuso che irriterebbe pure Carlo M. Cipolla, che ne aveva tracciato le leggi fondamentali, prendendoci e prendendosi in giro con quella "M." aggiunta artisticamente alla sua firma che non vuol dire nulla e sulla quale da decenni stormi di intellettuali si cimentano per darle un'interpretazione. Come se servisse a qualcosa o interessasse qualcuno, esattamente come lo sbizzarrirsi di opinioni, teorie, vanterie verità che un mondo di parolai "culturali" espone ogni giorno dall'alto del suo cadreghino.

"È l'ora della verità" recita una delle rubriche principali dell'unica televisione nazionale professionalmente autogestita, autofinanziata, che non esita a farsi editoria, negozio alimentare, sommozzatore di oceani da pulire, e tante altre cose di cui non parlerà mai nessuno nei tg nazionali, perché questo è il prezzo che paga chi si pone in un'ottica critica nei confronti del sistema.

Ma quale verità? Quella di una voce isolata, delle reti parallele, dei whites hats fuorilegge, degli invisibili senza un domani, delle voci del popolo ammaestrate e regolarmente sodomizzate, delle illusioni di caciotte sguaiate diventate sacro simbolo di dolcezza e saggezza, dei palinsesti più dannosi dell'eroina, dei ministri che chattano in continuazione durante una conferenza stampa infischiandosene degli ascoltatori, dei cani bastonati e patetici che conoscono a memoria tutte le enciclopedie di luoghi comuni...quale verità, se quello che succede ci fa dubitare del giusto e ci fa domandare chi siano davvero i buoni e chi i cattivi.

Siamo convinti che neanche Iddio oramai ci sorrida paternamente dall'alto dei cieli, anche lui deluso del lavoro fatto. Resta la sensazione amara di una pania di idiozia, l'unica che saprà ricoprire, consumare e soffocare l'aria, le terre e i mari di questo mondo meraviglioso in agonia.


Nuovapoesia

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